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Sara e Federico Zeoli: tutta la storia della bimba di Genzano picchiata

Sul corpo della bambina anche segni di morsi. Lui è stato arrestato per tentato omicidio. Lei: «Lui è la mia vita, è giusto che si trovi in carcere e paghi ma devono aiutarlo perché è malato e non vuole prendere le medicine e io comunque non lo abbandono»

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Sono Sara e Federico Zeoli i protagonisti della vicenda della bambina di Genzano ricoverata all’ospedale in prognosi riservata dopo essere stata picchiata. La bambina aveva morsi, contusioni e lividi prodotti dal compagno della mamma, Federico Zeoli. La bimba ha 22 mesi e non tre anni come si scriveva ieri, e abita in una palazzina di via San Carlino a Genzano, non lontano dalla Tangenziale. E soprattutto Sara (il cognome non è noto) oggi in un’intervista al Messaggero ha parlato del compagno.

Sara e Federico Zeoli: la storia della bimba di Genzano picchiata

La storia comincia mercoledì, quando la madre si allontana da casa per portare dei farmaci al padre malato che vive a Pavona. I due stanno insieme da qualche mese e con loro vivono i figli avuti da una relazione precedente di Sara, che sono tre: una di cinque anni e due gemelline di 22 mesi. A quanto pare una delle due bambine ha cominciato a piangere e il padre l’ha colpita e morsa all’altezza dell’ombelico finché non ha perso i sensi.

A questo punto Zeoli ha chiamato la madre per chiederle di tornare a casa il prima possibile: Sara prende la bambina e la porta all’ospedale di Genzano chiuso da qualche mese; lì  la intercetta una volante della polizia del commissariato di Genzano. A quel punto gli agenti la scortano con l’auto fino al pronto soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli Romani, da cui poi la piccola viene trasferita in codice rosso al Bambino Gesù.

La madre e Federico Zeoli

Federico Zeoli, 24enne originario di Campobasso, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. I due convivevano da due mesi, stavano insieme da un anno. Per lui Sara aveva lasciato il padre ed era andata a vivere a Genzano. Sara ha rilasciato un’intervista al Messaggero in cui ha parlato del suo rapporto con Federico:

«Sua madre mi ha spiegato che lui è malato, ha una specie dischizofrenia, lo conosco solo da due mesi, dovevamo sposarci ad aprile. Si arrabbia spesso, sbotta poi si pente ma io non mi arrabbio, lo lascio sfogare. Non ha mai alzato le mani su di  noi, a partequalche sculacciata o rimprovero. Ci tiene all’educazione ma io ho sempre permesso alle bambine di fare come vogliono, insomma ogni tanto fanno cadere qualcosa quando rovistano nei cassetti e lui si arrabbia».

Sembra che lei voglia giustificarlo…
«Lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo… lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita, è giusto che si trovi in carcere e paghi ma devono aiutarlo perché è malato e non vuole prendere le medicine e io comunque non lo abbandono. Voglio stargli vicino e aiutarlo. Perché noi ci amiamo e con le bambine siamo felici, dormiamo tutti in una stanza e ci vediamo la televisione sul lettone».

Sara dice che il suo ex è un pregiudicato che l’ha presa a coltellate e per questo lo ha lasciato. Repubblica Roma però scrive oggi che il padre si trova invece in carcere. Il Corriere della Sera scrive che la bambina ha anche delle bruciature di sigaretta sulla schiena e che Federico Zeoli ha precedenti per lesioni e stalking. Davanti agli agenti Zeoli non ha negato ma si è difeso sostenendo che si è trattato di «un raptus» scatenato dal pianto della bambina.

La bambina è nel reparto di terapia intensiva del Bambin Gesù costantemente monitorata. Le condizioni cliniche sono stabili ma serie. La lesione più grave è l’ematoma celebrale che non può essere operato: «Lo stato di sedazione profonda dovrebbe consentire il riassorbimento e quindi il recupero per questo non abbiamo valutato la possibilità di operare», spiegano i sanitari.

Ma solo quando verrà risvegliata, gli specialisti potranno valutare l’entità del danno. Intanto, è stato necessario intubarla e procedere con la ventilazione assistita. Da questa mattina, se il quadro clinico lo consentirà, verrà lentamente risvegliata e poi verranno eseguiti tutti i test specifici.

EDIT ORE 10,28: “La paziente di 22 mesi giunta nella notte di mercoledì al Pronto Soccorso dell’Ospedale Bambino Gesù è ancora ricoverata nel reparto di rianimazione. La situazione clinica è in lento miglioramento. I parametri cardio-respiratori sono stabili. La bambina è stata estubata, è cosciente e ha ripreso l’attività respiratoria spontanea. La prognosi rimane riservata”. E’ quanto recita il bollettino medico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma riguardo alla bambina di 22 mesi di Genzano, picchiata dal compagno della mamma.

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