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La madre che non voleva far vaccinare la figlia “convinta” dai carabinieri

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Il 10 marzo 2018 un tribunale di Nuoro aveva deciso che la piccola Maria doveva sottoporsi alle vaccinazioni, compresa quella per il morbillo, anche se la madre era contraria: il padre aveva vinto il ricorso nonostante la madre sostenesse che una prima serie di vaccini somministrati alla piccola e alla sorella minore  avrebbero provocato nelle figlie un deficit di crescita. Tesi non supportata da alcun riscontro medico e quindi non presa in considerazione dai giudici.

I carabinieri che vaccinano la figlia della no-vax a Sassari

Ciò nonostante la donna ha deciso di non ottemperare alla decisione del tribunale fino a quando non è arrivato l’intervento dei carabinieri e dell’ufficiale giudiziario. I militari hanno bussato a casa della mamma, contraria ai vaccini, per far rispettare una sentenza del Tribunale di Nuoro con cui, un anno fa, il giudice autorizzava il padre della bambina a “far effettuare le vaccinazioni obbligatorie anti morbillo, anti rosolia e anti parotite, come prescritte dal Decreto Legge 73/2017, e a porre in essere tutti gli adempimenti necessari per consentire alla minore di frequentare la scuola dell’infanzia“. Una sentenza confermata dalla Corte d’appello di Sassari nel maggio del 2018, ma finora ignorata dalla mamma della piccola. Scrive l’agenzia di stampa ANSA:

Dopo due provvedimenti del giudice tutelare del tribunale ordinario di Nuoro andati a vuoto, oggi per costringere la donna al rispetto della sentenza di primo grado e quindi consentire alla bimba di avere le vaccinazioni obbligatorie, è stato necessario l’intervento dei militari della Compagnia di Bono. I carabinieri si sono presentati con una donna in borghese che accompagnava l’ufficiale giudiziario, un pediatra, il papà e il suo legale, l’avvocato Gian Franco Salis.

La donna è stata convinta dopo tre ore di trattativa e l’arrivo di un’altra pattuglia dei carabinieri. Si è seduta in auto con la figlia e il nonno della bambina e hanno raggiunto il presidio sanitario di Bono. Qui, però, la donna si è chiusa in auto rifiutando di far uscire la bambina. Ha ceduto dopo un’altra mezz’ora di mediazioni, e la bambina ha finalmente potuto essere vaccinata.

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