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Tutte le regole della fase 2: come sarà la nuova vita a distanza

La fase 2, quella dell’allentamento della quarantena per il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19, arriverà forse a metà maggio. Ma ci saranno regole stringenti per le riaperture. Vediamo quali

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La fase 2, quella dell’allentamento della quarantena per il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19, arriverà forse a metà maggio come ha spiegato, con molta prudenza, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Ma, spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, nella fase 2 ci sarà distanza tra persone — fino a due metri —e distacco il più possibile profondo.

Tutte le regole della fase 2: come sarà la nuova vita a distanza

Come sappiamo, tutto dipende da R0 o Erreconzero, l’indice del contagio, che oggi – scrive il quotidiano oscilla tra 1,1 e 1: una persona ne contagia un’altra. Si potrà ricominciare a riaprire quando sarà all’incirca della metà (0,5) mentre per ristoranti e discoteche si dovrà attendere lo zero.

Ecco perché esperti e politici si affannano a ripetere che «bisogna rispettare le misure di contenimento». Più rimaniamo distanti adesso, prima potremo ripartire. Ma le indicazioni sull’R0 —unico vero dato attendibile per il comitato tecnico scientifico che deve dare le indicazioni al governo — fanno ben comprendere quanto tempo ancora dovrà trascorrere prima di poter programmare le uscite da casa che non siano per fare la spesa, andare in farmacia o al lavoro.

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Coronavirus: i numeri del 3 aprile (La Repubblica, 4 aprile 2020)

Certamente non accadrà prima di un mese perché bisognerà far passare le festività pasquali e i due lunghi ponti: quello del 25 aprile e del 1 maggio, da sempre occasione per gite al mare o in montagna, scampagnate e pranzi in famiglia. Esattamente ciò che si deve in ogni modo evitare fino a quel «dopo», quando torneremo a vivere ma avremo abitudini molto diverse. Mascherine e guanti sono ormai tra gli oggetti che usiamo con più frequenza e per molti sarà impossibile — anche se non saranno resi obbligatori — farne a meno. Difficile pensare di potersi salutare con baci e abbracci. Ma già il fatto di potersi rivedere sembrerà a tutti una grande conquista.

Chiusura fino a maggio e fase 2

Ieri dopo le parole di Borrelli sul prolungamento della quarantena oltre il 13 aprile il governo ha dovuto tenere duro con gli industriali che gli chiedevano, e gli chiedono, di velocizzare. Spiega Repubblica:

A Palazzo Chigi la preoccupazione è massima. «Aspettiamo i dati, poi faremo le nostre valutazioni», dice Giuseppe Conte con i grafici del contagio da Covid-19 sulla scrivania, regione per regione. Si aspettava che il nord si riprendesse prima, e invece no. Attendeva, con timore, un picco di casi al sud che non c’è stato. Molte delle previsioni del comitato scientifico sono state spiazzate da un virus il cui andamento appare imprevedibile. E che per questo rende impossibile definire oggi una data per la ripartenza.

L’appuntamento per una nuova valutazione è fissato alla fine della prossima settimana, il 10 aprile. Solo allora, in base a numeri nuovi, il premier deciderà se qualcosa potrà ripartire dopo Pasqua. E cosa. Ci sarà un nuovo dpcm, una nuova proroga di molte delle misure esistenti per due settimane e forse – se l’indice del contagio sarà crollato – saranno inserite alcune aperture: realtà industriali legate alla filiera protetta, attività produttive considerate poco a rischio. Magari in alcune parti d’Italia e non dappertutto.

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Coronavirus: le tre fasi del piano del governo (Il Messaggero, 2 aprile 2020)

Le nuove regole della Fase 2 e chi riapre per primo

Il Corriere della Sera spiega che nella fase 2 in cima alla lista delle riaperture ci sono piccole e medie imprese, ma anche altre aziende che già dal 14 aprile potrebbero avere il via libera, sia pur con criteri molto rigorosi.

Sono quelle che fanno da supporto ai settori alimentari e farmaceutici, comprese le meccaniche e di manutenzione. Il personale dovrà stare in smart working limitando al minimo le presenze negli uffici e comunque rispettando la distanza di almeno un metro tra le scrivanie. Meglio se tra le dotazioni ci sono i dispositivi di protezione e in ogni caso bisognerà rispettare le stesse regole qualora nelle sedi dovessero entrare persone esterne come i fornitori.

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Coronavirus: cosa riapre dopo il 13 aprile (La Stampa, 2 aprile 2020)

Ci saranno regole anche per i negozi e saranno le stesse che oggi vengono applicati nei supermercati e nelle farmacie: entrate scaglionate dei clienti con numeri che variano a seconda della metratura dei locali e all’interno distanza di almeno un metro tra le persone. Non c’è al momento un elenco dei settori, né è chiaro se ci saranno scadenze diverse, ma certamente l’obiettivo che si vuole raggiungere è impedire che torni l’affollamento delle vie dello shopping. Per bar e ristoranti ci si prepara alle mascherine ai tavoli (ma le faranno togliere mentre si mangia?) e uno spazio di due metri tra i tavoli, che probabilmente farà arrabbiare molti esercenti. I trasporti pubblici dovranno rimanere a bassa frequentazione, probabilmente con posti a sedere uno ogni due. Difficile capire come far rispettare la distanza nei teatri e nei cinema, soprattutto per il problema delle file all’ingresso.

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