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Evgeny Rylov, il campione olimpico russo scaricato dallo sponsor per aver preso parte alla parata di Putin

@neXt quotidiano|

evgeny rylov

L’azienda di abbigliamento sportivo Speedo, che produce – tra gli altri – costumi da bagno per atleti professionisti, ha annunciato di aver interrotto il rapporto di sponsorizzazione con Evgeny Rylov, campione olimpico russo di nuoto. Insieme ad altri sette atleti era all’evento organizzato da Vladimir Putin allo stadio di Mosca per fini propagandistici, e indossava una maglietta con la Z, simbolo di supporto all’invasione dell’Ucraina. Rylov, vincitore di due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Tokyo della scorsa estate, nei 100 e nei 200 metri dorso, è finito anche nel mirino della Federazione internazionale di nuoto (Fina), che ha annunciato l’apertura di un’indagine su di lui dicendosi “profondamente rattristata”. Nel corso dell’evento a Mosca, mandato a reti unificate, il presidente russo Putin disse: “Abbiamo fatto risorgere i territori della Crimea e sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare ora, e contro chi: attueremo tutti i nostri piani”.

Evgeny Rylov, l’olimpionico russo scaricato dallo sponsor per aver preso parte alla parata di Putin

La FINA è uno dei pochi organi di governo dello sport che consente ancora agli atleti russi e bielorussi di competere come neutrali, nonostante le raccomandazioni del Comitato olimpico internazionale. Rylov infatti prese parte ai giochi senza avere la possibilità di rappresentare il suo Paese visto il divieto del Cio nei confronti della Russia di essere rappresentata alle competizioni internazionali per doping di stato. La politica della Fina è quella di rivedere ogni atleta “caso per caso”. “Condanniamo la guerra in Ucraina nel modo più forte possibile e siamo solidali con il popolo ucraino, i nostri atleti e i nostri compagni di squadra che sono stati colpiti dal conflitto”, ha fatto sapere Speedo in una nota, citata da Cnn. “Come parte di questa decisione – si legge – tutte le tasse di sponsorizzazione in sospeso saranno donate all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)”.