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"Genocidio e nazismo", ma non "guerra": tutte le parole utilizzate da Putin nel suo discorso alla Nazione

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Russia Putin

Si è presentato al pubblico indossando un dolcevita bianco, sotto un lungo cappotto scuro. Ha preso in mano il microfono mentre la folla presente all’interno dello Stadio Luzhniki di Mosca lo acclamava sventolando la bandiera con i colori della Russia. E sullo sfondo del suo discorso una scritta che riporta un termine che sarà ripetuto più volte nel corso del suo intervento: denazificazione. Così Vladimir Putin è apparso agli occhi del suo popolo in un’occasione pubblica, per la prima volta da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina.

Putin dice che la Russia attuerà tutti i suoi piani

L’evento era programmato da giorni ed è stato anche trasmesso a reti unificate (le poche rimaste attive nel Paese), con tanto di problema tecnico che ha fatto saltare il collegamento per alcuni istanti interrompendo il suo discorso. E dal Cremlino fanno sapere che la colpa di questo contrattempo sia dovuto a un problema con il server. Ma questo è solo un accadimento accessorio rispetto al resto. Putin, infatti, si trovava nello stadio Luzhniki di Mosca per celebrare l’anniversario dell’annessione della Crimea. E ha ricollegato quell’evento a fatti di stretta attualità.

“Abbiamo fatto risorgere i territori della Crimea e sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare ora, e contro chi: attueremo tutti i nostri piani. Gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli hanno fatto la scelta giusta: hanno superato l’ostacolo in una regione che stava precipitando nel nazismo, quello che sta accadendo ora nel Donbass”.

Ed è lì che rivendica l’operazione speciale in Ucraina di questi giorni, evitando per l’ennesima volta di utilizzare termini più appropriati come “invasione” e “guerra”.

“Ci sono stati continui bombardamenti aerei in atto nella regione (del Donbass, ndr) e il genocidio contro i russi è ancora in atto. Per questo ho lanciato questa operazione speciale, perché non c’è azione più grande del donare la propria anima per i propri amici. Le parole che arrivano dalle sacre scritture sono valori universali, care a tutti i popoli e a tutte le confessioni, ma anche e soprattutto a noi: la conferma è che i nostri soldati stanno combattendo spalla a spalla, sostenendosi e proteggendosi a vicenda sul campo di battaglia come fratelli. Noi non vedevamo da tempo tanti unità”.