Opinioni

Enzo Iacopino si scusa con Virginia Raggi

L’ignobile ed ennesima bufala de L’Unità su Virginia Raggi nel coro di Berlusconi, insieme alle incredibili giustificazioni del renziano direttore Erasmo D’Angelis sul “giornalismo 2.0”, suscitano, se non la defenestrazione della dirigenza del quotidiano che fu di Gramsci come sarebbe stato necessario per uno che vuole fare davvero il Rottamatore e non mangiarsi il più possibile dell’esistente fingendo di esserne contrario, per lo meno la reazione del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, che si scusa al posto degli altri con la candidata del MoVimento 5 Stelle a sindaca di Roma:
virginia raggi enzo iacopino

Ho esitato, è evidente. Ma alla fine, pur consapevole che qualcuno si risentirà (uso un eufemismo), non sono riuscito a farmi una violenza capace di indurmi a tacere. Non riesco a pensare e agire in base alle convenienze.
Quanto fatto dall’Unità nei confronti di Virginia Raggi, candidata sindaco a Roma per il M5S, non è informazione, ma una vergogna.
Sia chiaro, gli incidenti, nel nostro mestiere accadono (un po’ troppo spesso, in verità).
Ma si dimostra di avere la schiena dritta anche scusandosi (in questo caso con la signora Raggi e con i lettori) e non arrampicandosi sulle specchi contribuendo a pregiudicare la nostra già precaria credibilità.
L’idea del direttore dell’Unità che tutto è consentito, senza neanche avvertire il bisogno di chiedere scusa per un errore, perché “la comunicazione social punta molto sulla quantità e sulla velocità” può perfino essere vera, ma resta una barbarie, aggravata dalla considerazione che “il web ha modificato profondamente il giornalismo, sui siti e sui social gira di tutto”.
Il web, semmai, ha cambiato la comunicazione o, se proprio si vuole estremizzare, l’informazione. Il giornalismo è (o dovrebbe essere) ben altra cosa: noi, i giornalisti, dovremmo tutti, proprio tutti, essere i garanti dei lettori, dovremmo essere la certificazione docg delle notizie. Altro che social e stridore di unghie sugli specchi.
Beh, non lo fanno loro: chiedo io scusa alla signora Raggi.
P.S.: so che qualcuno si scatenerà e proverà a “farmela pagare”. Si metta in coda, con pazienza: la fila è molto lunga

Gramsci continua a bestemmiare nella tomba.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano