La macchina del funky

«Ho avuto difficoltà a convincere i miei parenti a votare PD»

michele emiliano matteo renzi

Michele Emiliano esce allo scoperto e dopo l’inequivocabile sconfitta del Partito Democratico va all’attacco di Matteo Renzi, come era ampiamente prevedibile visto che aveva detto che avrebbe indotto il segretario a lasciare il 5 marzo dopo la sconfitta:

“Renzi rischia di provocare una catastrofe democratica all’Italia e di far esplodere il Pd. Vuole impedire che il partito sostenga i 5 Stelle, perché per sopravvivere a se stesso è disposto anche a provocare lo stallo del sistema politico”.

Renzi ha attaccato duramente anche il Quirinale. E vuole gestire questa fase, “per impedire l’inciucio tra il partito e gli estremisti”. Il suo discorso potrebbe anche essere coerente, no?
Renzi offende 11 milioni di cittadini, molti dei quali prima votavano per il Pd. E mentalmente non è affatto dimissionario. La sua tesi è che nelle urne è stato un disastro solo perché gli italiani non lo hanno capito, non per i suoi errori. E uno così non lo convinci neppure se lo fai parlare con Mosè.

La botta è stata forte, può essere anche una reazione di pancia, comprensibile.
No, è la struttura di un giovane cheha provocatoallasinistra il più grave danno dopo l’Aventino. Con il suo no al cambiamento democratico può portare il Paese alla catastrofe.

Dice no ai principali avversari del partito. Ha un senso.
Lo fa solo perché non vengano intaccati certi interessi dello status quo. Si conferma come quello che doveva garantire tutto il vecchio, perché nulla cambiasse: questo è stato il renzismo. Ma il voto degli italiani lo ha travolto.

Il Pd è andato malissimo anche in Puglia, sotto la media nazionale. Non si sente corresponsabile?
In tutta sincerità no. Ho avuto difficoltà a convincere perfino i miei parenti a votare per il Pd, e le assicuro che mi ritengono un bravo amministratore. Tutto questo accade per colpa di Renzi: la gente gli ha votato contro.

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