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Lula è in vantaggio (di poco) su Bolsonaro: in Brasile si andrà al ballottaggio

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Elezioni Brasile risultato

Ci sarà il secondo turno. Le elezioni che si sono tenute in Brasile non hanno portato a quel risultato pronosticato (ma non sicuro) alla vigilia del voto. Luiz Inácio Lula da Silva, già Presidente dal 2003 al 2011, si è fermato a un passo dalla maggioranza del 50% e ora dovrà vedersela, in un testa a testa senza altri rivali, al ballottaggio con il Presidente uscente Jair Bolsonaro.

Elezioni Brasile, Lula in vantaggio ma si andrà al ballottaggio

Quando mancano pochissime sezioni ancora da scrutinare, l’esito della tornata elettorale (che oltre al capo di Stato serve per formare il nuovo Parlamento), l’uomo che riuniva i principali partiti di sinistra si è fermato al 48,4%, mentre il rivale che rappresenta l’estrema destra conservatrice ha conquistato il 43,3% dei consensi. Le previsioni della vigilia sono state confermate solamente in parte. Perché la partita a due tra Lula e Bolsonaro c’è stata, ma il leader della sinistra verdeoro non è riuscito a ottenere quel 50% richiesto per evitare il ritorno alle urne. Ora i cittadini brasiliani saranno richiamati alle urne a fine mese: il ballottaggio, infatti, è previsto per domenica 30 ottobre.

Tutto come previsto, o quasi. Perché il secondo turno rischia di offrire sempre qualche sorpresa. Ma Lula, nella sua prima dichiarazione dopo la pubblicazione dei risultati delle elezioni Brasile, continua a essere fiducioso:

“È solo rimandato, la lotta continua. Non ho mai vinto una elezione al primo turno, il ballottaggio è una opportunità di maturare le proposte”.

E anche Bolsonaro (che si era detto pronto a non riconoscere l’esito delle elezioni per via del voto elettronico da lui contestato) pare essere soddisfatto del risultato:

“Approfitterò del secondo round per dimostrare la bontà della politica del governo federale di fronte alla pandemia, citando dati economici”.

Dati economici che, in realtà, parlano già: inflazione al 12% nel primo semestre del 2022 e 686mila decessi per Covid. Con la gestione della pandemia (spesso toccando temi negazionisti, con fake news sui vaccini) che è stata aspramente contestata al Presidente uscente.