Opinioni

Elena Donazzan e il presunto sputo sull’automobile

Elena Donazzan, assessora all’istruzione della Regione Veneto, ha scritto ieri su Facebook di aver ricevuto uno sputo sulla sua automobile a Bassano del Grappa:

Sono andata a riprendere l’auto, dopo una bella serata al #MuseoCivico per la promozione dell’#asparagobiancodop, in compagnia di Davide. Alla fine di via Museo, fuori da una sede – credo comunale in concessione ad una serie di associazioni – noto un gruppetto di persone che non mi guarda benissimo. Pace! mica posso piacere a tutti…però quando esco dal parcheggio, uno di loro cammina ostentatamente verso la mia auto cercando di rendermi difficile l’uscita, mentre una ragazza mi sputa sulla carrozzeria.

elena donazzan

Sputa, si, sputa! Un segno di disprezzo, un gesto di volgare arroganza, un evidente odio verso di me. Così fermo l’auto e chiedo ragione, innanzitutto presentandomi con nome e cognome e chiedendo il suo. Silenzio! Anzi, il suo amichetto – quello che mi voleva sfidare con la camminata contro l’auto – mi intima di andarmene e mi dice che loro avrebbero negato visto che erano in tanti.

La versione del Laboratorio Politico di Ricerca ed Espressione Critica però è completamente diversa:

Mentre – dopo la presentazione della mostra sul 25 aprile – tornavamo alle nostre macchine, nel parcheggio lì adiacente, notiamo il veicolo dell’Assessore. Dopo averlo superato in fila indiana – nessuno ha impedito il transito dell’autoveicolo come da lei sostenuto -, la suddetta scende dalla macchina intimando a una nostra amica e compagna di fornirle il nome, causa un fantomatico sputo che sarebbe stato rivolto verso il veicolo, mentre era rivolto all’asfalto dovuto al raffreddore della ragazza.

Al rifiuto di fornire le generalità, ci ha minacciati di chiamare la polizia avvalendosi della sua posizione pubblica, e nel momento in cui l’è stato fatto notare che la bilancia dei testimoni pendeva decisamente dalla nostra parte (essendo noi in sei e lei accompagnata da un uomo solo) se n’è andata dandoci dei vigliacchi. Il post su Facebook – ovviamente – non ha tardato a comparire, con una ricostruzione fantasiosa degli eventi e una terribile accusa – mossaci da chi evidentemente non condivide certi valori – ; quella di essere antifascisti. Per primo, ci sentiremmo di dire, che chi pensa che una ragazza con un brutto raffreddore, che prosegue da giorni, sputi per terra non per alleviare il fastidio ma per aggredire forse soffre un po’ di manie di persecuzione – interpretazione che ci sembra confermata dalla sua ricostruzione dei fatti, che ci vede come temibili aggressori quando le si è semplicemente fatto notare che dinnanzi a un fatto che non sussiste eravamo di più a sostenere la nostra versione piuttosto che la sua.

Nei suoi post non è fatto menzione che nello spazio in questione si tenesse una mostra fotografica dell’ANPI di Malo sulla Resistenza nell’alto Vicentino (che peraltro a Bassano ha già trovato spazio in altre occasioni), ma si asserisce a una fantomatica assemblea.

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Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente