Politica

L’esule istriana che rifiuta la cittadinanza con Liliana Segre a Bassano

egea haffner liliana segre

Giovedì sera il consiglio comunale di Bassano ha approvato un emendamento per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta all’Olocausto,e a Egea Haffner, esule istriana figlia di una vittima delle foibe. Prima dell’approvazione era scoppiata la bagarre in aula e la discussione è finita con l’opposizione fuori dall’aula perché contestava l’eliminazione dal testo del riferimento «all’odio razziale, al razzismo e allo sterminio».

L’esule istriana che rifiuta la cittadinanza con Liliana Segre a Bassano

Egea Haffner però ha rifiutato l’onorificenza per non farsi strumentalizzare: «Sono onorata che il Comune di Bassano del Grappa mi voglia assegnare la cittadinanza onoraria, ma non sono intenzionata ad accettarla». Parole che Egea Haffner – all’età di cinque anni fu costretta a lasciare la sua terra come altri 300mila italiani che alla fine della Seconda guerra vivevano nei territori giuliani, istriani e dalmati ceduti alla Jugoslavia di Tito – ha ripetuto anche al sindaco Elena Pavan. Racconta il Corriere del Veneto:

Il primo cittadino l’ha contattata ieri mattina, dopo la convulsa seduta del consiglio comunale di giovedì scorso quando la maggioranza,emendando una mozione dell’opposizione che proponeva lo stesso conferimento alla senatrice Liliana Segre, ha votato per darle il riconoscimento. «Il sindaco mi ha telefonato informandomi, ma ritengo non sia il caso – spiega Haffner – Non sapevo nulla di questa iniziativa e non voglio essere strumentalizzata dalla politica. E poi, come dico sempre, a me basta la medaglia commemorativa del Sacrificio offerto alla Patria conferita a mio padre Kurt dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi».

egea haffner

Haffner oggi ha 78 anni e vive a Rovereto con il marito. Al sindaco Pavan ha detto di essere disponibile, salute permettendo, a venire a Bassano per raccontare a cittadini e scolaresche la tragedia delle Foibe e degli esuli. «E se ci sarà qualche intitolazione da fare, di un luogo o un parco, sono lieta di parteciparvi -aggiunge -ma per la cittadinanza onoraria sarebbe opportuno lasciare perdere. Io la penso così».

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