Opinioni

Ecco come Varoufakis sta mettendo pressione all'Europa

L’economista tedesco Hans-Werner Sinn, in un articolo sul sito Project Syndicate, mette in evidenza quanto noi avevamo già scritto in febbraio: la fuga di capitali dalla Grecia, il ritiro di contanti e l’esplosione dei saldi Target 2 sono, in questo momento, un vantaggio per il paese ellenico.
A causa dei meccanismi automatici (Target 2) e della fornitura di liquidità da parte della BCE, la Grecia si sta indebitando alla grande con l’Eurosistema. E più si indebita, più il suo potere negoziale aumenta, come dice l’adagio secondo il quale se devi alla banca 1000 euro è un problema tuo, ma se le devi un milione è un problema della banca.
Questa però è solo metà della storia. Immaginate di essere il ministro delle finanze greco. Volete sinceramente evitare l’uscita della Grecia dall’euro e le drammatiche conseguenze che comporterebbe, ma contemporaneamente non potete evitare di mettere in conto anche questo scenario. Si tratta quindi di minimizzare il danno. Cosa sarebbe meglio per il paese: far fuggire i capitali prima o dopo l’uscita? Se i capitali sono già fuggiti prima, i risparmiatori avranno di fatto tenuto al sicuro i propri risparmi e non verranno toccati dalla crisi conseguente l’uscita. Anche la svalutazione sarà più contenuta, un fattore importante per un paese che non ha molto da esportare. Con molta fortuna forse quei capitali potrebbero persino tornare a casa, “rivalutati”, dopo qualche tempo.
E i creditori? “Stick the finger to Germany and say, well you can solve this problem yourself.”
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