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Ecco come lasciano Roma i sovranisti zozzoni

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D’accordo, la rivoluzione non è un pranzo di gala. E soprattutto quando in gioco c’è la democrazia e la difesa della sovranità che appartiene al Popolo non si può andare troppo per il sottile. Anche perché mentre dentro al Palazzo mangiano spigole e titillevoli aragoste fuori in piazza le brioche scarseggiano. E come cantava Rita Pavone: «La storia del passato / Ormai ce l’ha insegnato Che un popolo affamato / Fa la rivoluzion».

Aiuto, hanno portato il degrado in centro a Roma!1

È curioso quindi che questi boy scout del sovranismo, mamme e papà come ama ripetere sempre Matteo Salvini, gente che quando scende in piazza lascia tutto pulito e in ordine e che abbraccia le forze dell’ordine (che non devono andare nemmeno in tenuta antisommossa) si siano comportati in maniera così maleducata ed incivile. Beninteso: non hanno messo a ferro e fuoco la città, non sono state spaccate vetrine e né incendiati cassonetti (del resto a Roma non si noterebbe la differenza). Quelli sono atti vandalici, gesti criminali.

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I nostri patridioti, non tutti ovvio (ma così come non tutti quelli dei centri sociali sono dei pericolosi lanzichenecchi), si sono dimostrati essere poco attenti al decoro urbano. Non stiamo parlando dei saluti romani fatti da alcuni fascisti che erano in piazza. Parliamo dei non proprio amabili resti lasciati dietro dalla folla che chiedeva il rispetto della sovranità popolare. Non si può mica pretendere che si comportino da gretini e che la loro battaglia sia ad impatto zero. Anzi dovremmo ringraziarli per averci difesi.

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Gente che con tutta probabilità quando non è in piazza si sfoga sui social e sui vari gruppi locali tipo “Sei di Pizzopapero se…..” lamentandosi del degrado e della sporcizia che gli stranieri lasciano nelle vie, nelle piazze o nei vicoli di questo nostro bel Paese. Eppure stando ad alcuni scatti pubblicati su Twitter hanno fatto lo stesso. Giornali e cartacce abbandonate sul selciato, striscioni in nome del popolo sovrano che sventolavano dalle finestre ora giacciono abbandonati per terra in attesa che qualcuno dell’organizzazione li recuperi.

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Oppure ci penserà l’AMA a tirare su cartacce e bottiglie. E sicuro qualcuno dirà che tanto Roma è sempre sporca e quindi non è mica detto che siano stati proprio loro ad abbandonare quello striscione con scritto a caratteri cubitali “SOVRANITÀ”. Chi può dirlo, potrebbero essere benissimo stati i soliti Rom e zingaracci che insudiciano la nostra bella Capitale. Oppure si tratta di manifesti messi a bella posta da qualche infiltrato dei centri sociali. Magari gli stessi che facevano i saluti romani per far passare per fascisti quelli di CasaPound o Forza Nuova.