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"Non c'è giustizia dove c'è abuso, no alla rieducazione con sopruso"

@Enzo Boldi|

Draghi

Immagini pubblicate solo qualche giorno fa, ma che risalgono a violenze avvenute e certificate (come si evince dall’alto numero di agenti della polizia penitenziaria indagati e in manette) lo scorso anno, mentre l’Italia stava affrontando i suoi primi mesi difficili di pandemia. E oggi Mario Draghi – in compagnia della Ministra della Giustizia Marta Cartabia, ha fatto visita in quel teatro degli orrori immortalato dalle telecamere di sicurezza: il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Draghi in visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere

“Oggi non siamo qui a celebrare trionfi o successi ma piuttosto ad affrontare le conseguenze della nostre sconfitte”. Il Presidente del Consiglio ha esordito così davanti ai microfoni della stampa al termine della visita all’interno dell’istituto penitenziario in provincia di Caserta. Draghi ha sottolineato il grande impegno delle forze di polizia penitenziaria di tutto il Paese, ma ha redarguito chi si è macchiato di violenze, come quelle certificate nei video ormai noti a tutti: “Venire in questo luogo oggi significa guardare da vicino per iniziare a capire. Quello che abbiamo visto negli scorsi giorni ha scosso nel profondo le coscienze degli italiani. E, come ho appreso poco fa, ha scosso nel profondo la coscienza dei colleghi della polizia penitenziaria che lavorano con fedeltà in questo carcere”.

Un evento che si aggiunge ad altri già denunciati in passato. Per questo motivo il Presidente del Consiglio ha rinnovato e ribadito l’impegno del governo per riformare un sistema che, evidentemente, ha delle falle ben evidenti anche se una certa linea politica preferisce chiudere gli occhi anche davanti a immagini nude e crude come quelle di Santa Maria Capua Vetere: “Sono immagini di oltre un anno fa. Le indagini in corso stabiliranno le responsabilità individuali. Ma la responsabilità collettiva è di un sistema che va riformato. Il Governo non ha intenzione di dimenticare”. Ma la frase più importante Draghi la pronuncia prima di chiudere il suo intervento: “Non può esserci giustizia dove c’è abuso. E non può esserci rieducazione dove c’è sopruso”. Perché il sistema carcerario in Italia non è punitivo, ma riabilitativo. Lo dice la legge.

(foto: da canale Youtube della Presidenza del Consiglio dei Ministri)