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Per Draghi abbandonare l'Ucraina "porta a giustificare autocrati come Mussolini e Hitler"

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“È vero che la carneficina non distingue le divise, ma distingue i bambini. Se sviluppiamo le conseguenze di questo ragionamento, dovremmo dire non aiutare militarmente i Paesi che vengono attaccati. Allora difendiamo il Paese aggressore non intervenendo, dovremmo lasciare che gli ucraini perdano il loro Paese e accettino pacificamente la schiavitù. È un terreno scivoloso che ci porta a giustificare tutti gli autocrati, tutti coloro che hanno aggredito Paesi inermi, a cominciare da Hitler e Mussolini”: Mario Draghi non usa mezzi termini per parlare della guerra in Ucraina e posizionare l’Italia nello scacchiere internazionale. Nella sua replica alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo, disertata da un’ampia fetta di parlamentari del Movimento 5 Stelle, il premier ha fatto sapere che la riunione di domani a Bruxelles “si aprirà con l’incontro con il presidente degli Stati Uniti Biden”.

Per Draghi abbandonare l’Ucraina a se stessa “porta a giustificare autocrati come Mussolini e Hitler”

Anche nelle sedi dei vertici Nato e G7 “la comunità euroatlantica intende ribadire unità e determinazione nel sostegno all’Ucraina e in un impegno comune per tutelare la pace, la sicurezza e la democrazia”, ha ribadito il presidente del Consiglio, che ha poi risposto al deputato della Lega Guglielmo Picchi: “Lei onorevole Picchi vuole scusare Putin: non ci sono scuse per chi aggredisce”. E sugli sforzi per cercare di appianare le tensioni ha detto: “Noi cerchiamo di fare la pace, lo facciamo fino alla fine, Macron telefona a Putin non so quante volte a settimana, ma bisogna essere in due per fare la pace”. Quella che “i fondatori dell’Unione europea, tra cui De Gasperi, ponevano come obiettivo nel Continente europeo”. “Proprio per questo – ha aggiunto Draghi – avevano progettato la Comunità europea di difesa ed è proprio per questo che noi vogliamo creare una difesa europea ed è proprio per questo che noi vogliamo adeguarci all’obiettivo del 2 per cento che abbiamo promesso nella Nato”.