Economia

Dopo la laurea tempi più lunghi per trovare lavoro

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L’ultimo rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ci racconta che si allungano i tempi per un posto dopo gli studi: nell’esaminare le sorti dei laureati di secondo livello dell’anno solare 2013 occupati a cinque anni dal titolo, l’istantanea riassume di fatto come se la passano le professioni ordinistiche monitorate da AlmaLaurea. Spiega oggi Il Sole 24 Ore:

Il primo elemento che balza agli occhi è che – non fosse altro perché richiesta dalla legge – per tutte le categorie esaminate la laurea continua ad avere un peso specifico superiore al resto del campione. Se la media dei laureati magistrali italiani che di di utilizzare in maniera elevata, nella propria attività, le competenze acquisite all’università si ferma al 54,9% (in aumento rispetto al 48,8% del 2017), tutte le categorie monitorate si pongono al di sopra di quell’asticella.

Chi più (gli avvocati con l’85,2%), chi meno (gli ingegneri industriali e gestionali al 60%). E anche se si passa a tastare il grado di soddisfazione per il lavoro svolto il copione non cambia. Visto che – in una scala da 1 a 10 – si oscilla dal 7,5 totalizzato dai legali all’8,7 dei dentisti. A fronte del 7,5 medio della platea complessiva. In un contesto in cui l’età media con cui si arriva alla laurea non supera comunque mai i 27,4 anni.

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L’indagine Almalaurea sui laureati nel 2013 (Il Sole 24 Ore, 17 giugno 2019)

Quando ci si sposta sulle retribuzioni lo scenario muta. Se per la totalità dei laureati di secondo livello lo stipendio medio netto è salito dai 1.415 euro del 2017 ai 1.459 dell’anno scorso, per le 14 professioni monitorate da AlmaLaurea sono ben otto infatti le classi di professionisti che si collocano al di sotto della media. A cominciare dagli psicologi, che superano la soglia critica dei mille euro ma si fermano a 1.011, oppure dagli avvocati e dai biologi, che restano in zona 1.200 euro. Infine, il tempo per trovare un lavoro:

Ad accomunare quasi tutti i professionisti è poi l’aumento dell’intervallo che passa tra la laurea e il reperimento del primo lavoro. Fatta eccezione per i dentisti, che vedono calare i mesi necessari per questo step da 8 a 7,9 e gli ingegneri meccanici, che restano inchiodati a 6,7, tutti gli altri registrano una crescita dei tempi di transizione tra gli studi e l’occupazione. Su tutti gli avvocati che passano da 17,1 a 22,5 mesi. Ma a sfondare il tetto dell’anno di attesa ci pensano anche gli psicologi (16,3 mesi), i biologi (14), gli specialisti in contabilità (13,8) e gli agronomi e forestali (12,4). In un quadro complessivo che vede tutti gli ingegneri, i dentisti, i farmacisti, i veterinari e gli architetti passarsela meglio del complesso dei laureati, arrivati ormai a 11,2 mesi di sosta ai box.

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