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Donald Trump "notifica" via Twitter l'intenzione di colpire l'Iran

@dipocheparole|

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Donald Trump ‘notifica’ via Twitter al Congresso l’intenzione di colpire, anche in “maniera sproporzionata” se l’Iran colpirà persone o cose degli Usa. “Questi post – scrive il presidente Usa – serviranno come notifica al Congresso degli Stati Uniti che se l’Iran dovesse colpire qualsiasi persona o bersaglio degli Stati Uniti, gli Stati Uniti reagiranno rapidamente e completamente, e forse in modo sproporzionato. Tale avviso legale non è richiesto, ma è comunque dato!”.

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Ma qui è accaduto l’imponderabile. L’account della House Foreign Affairs Committee, ovvero la commissione Esteri del Parlamento, guidato dal repubblicano Eliot Enger, ha risposto con un altro tweet in cui ha ricordato al presidente che il potere di dichiarare guerra è del Congresso, secondo la Costituzione degli Stati Uniti, e ha consigliato a Trump di leggere la Costituzione ricordandogli di non essere un dittatore e quindi di essere andato al di là dei suoi poteri.

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Insomma anche negli USA, oltre che in Italia, la situazione è disperata ma non seria. Tanto che la Camera dei rappresentanti americana presenterà e voterà questa settimana una risoluzione sui poteri della guerra per limitare le azioni militari del presidente, Donald Trump, nei confronti dell’Iran. Lo ha annunciato la speaker Dem, Nancy Pelosi. Lo riferiscono i media americani. In una lettera ai colleghi, ha dichiarato che questa settimana, la Camera “introdurrà e voterà una risoluzione sui poteri di guerra per limitare le azioni militari del presidente sull’Iran”. Si tratta di “una risoluzione simile a quella introdotta dal senatore Tim Kaine al Senato”, ha spiegato. “Riafferma – ha aggiunto – le responsabilità di supervisione da lungo tempo assunte dal Congresso, imponendo che se non verrà intrapresa alcuna ulteriore azione congressuale, le ostilità militari dell’amministrazione nei confronti dell’Iran cesseranno entro 30 giorni”.

Intanto ieri è stata pubblicata una nota dell’Associazione nazionale giuristi democratici che, nel condannare l’assassinio del 3 gennaio scorso, “chiede al governo Conte di dissociarsi da questo atto criminale e di adottare tutte le misure necessarie a evitare il coinvolgimento del nostro Paese con l’utilizzo delle basi su di esso insistenti (in particolare la base di Sigonella e il MUOS di Niscemi, dove è collocato il centro di manovra dei droni) nei criminali atti di provocazione decisi dall’amministrazione Trump e nei conflitti sanguinosi che essi mirano a generare”. “Alla palese violazione del diritto internazionale si aggiunge, come sempre, la violazione della Costituzione e delle prerogative parlamentari, come denunciano per gli Usa il senatore Sanders e il deputato Khanna che hanno appena proposto una legge che vieti al Presidente azioni militari senza un voto del Congresso“, ricordano i giuristi democratici.

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