Opinioni

Don Bucci ha ragione: l’aborto uccide, la pedofilia no

“Le dichiarazioni choc”. “Bufera su Don Bucci”. “Prete choc”.

Che cosa ha detto il reverendo Richard Bucci di tanto scandaloso?

Che la pedofilia non uccide nessuno, l’aborto sì. Ovvero, ha semplicemente ripetuto la dottrina cattolica, secondo la quale l’aborto è un delitto atroce, forse il più atroce perché si uccide un innocente. Non solo: è un “danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società”.

La dottrina della chiesa non è cambiata. Il papa in carica non ha ammorbidito in alcun modo la ripugnanza morale per l’interruzione di una gravidanza. Abortire, per il papa, “è come affittare un sicario”. È un atto gravissimo anche in caso di patologie fetali: “come può essere terapeutico, civile o semplicemente umano un atto che sopprime la vita inerme nel suo sbocciare?”

Se siete cattolici dovreste saperlo. E se non siete cattolici potreste usare Google.

La premessa è chiara: l’aborto è un delitto efferato e ingiustificabile.

Da questa premessa, Don Bucci ha inferito correttamente le conseguenze: se abortisci uccidi qualcuno, se ne abusi sessualmente no.

Non sta dicendo che l’abuso non sia grave ma che è meno grave dell’omicidio. Si può non essere d’accordo (metto le mani avanti: certo che l’abuso sessuale è grave, certo che le conseguenze della pedofilia possono essere devastanti), ma è piuttosto sensato considerare l’assassinio peggiore di una violenza sessuale – se non altro perché è più definitivo e lesivo di quel diritto che è condizione necessaria per il godimento di tutti gli altri. Se sei morto, non hai più alcun diritto.

Da quando il povero prete ha semplicemente ricordato un convincimento clericale è stato oggetto degli insulti più fantasiosi. Lasciamo stare la consueta asimmetria tra il presunto reato commesso dal reverendo e le pene immaginate dai commentatori iracondi (se volete un esempio)

 per concentrarci sulle reazioni irrazionali e contraddittorie di tutti gli scandalizzati.

Non solo il prete fa il prete – che sorpresa!, chissà a quale altra dottrina avrebbe dovuto fare riferimento – ma è un prete che non si è contraddetto come invece fanno tutti quelli che condannano l’aborto e lo considerano un omicidio ma poi rifiutano le conseguenze più sgradite. Un altro esempio frequente è concedere l’aborto in caso di stupro perché è troppo scomodo sostenere il contrario (anche qui, se ammettete la premessa che abortire è omicidio, allora non dovreste far finta di essere tanto comprensivi perché l’origine e la causa dell’esistenza di un embrione non ne cambiano l’ontologia).

Se vi scandalizza la gerarchia di gravità della chiesa cattolica, dovreste rifiutare la premessa. Ovvero che abortire significa compiere un delitto, che l’embrione è una persona o non-sappiamo-bene-cosa ma dovrebbe comunque essere trattato come tale.

Scegliete. O l’aborto è un male e allora Don Bucci ha ragione, oppure non è un male e dovreste smettere di dire cose come “sì certo, dovrebbe essere legale però”.

Non potete prendere seriamente la premessa solo quando vi fa comodo, per sembrare buoni e comparire nella lista dei giusti quando affermate che abortire volontariamente non sta bene, per poi sottrarvi quando le inferenze sono sgradevoli.

(Se non fosse chiaro, visti i malintesi: la premessa è sbagliata. L’aborto non è moralmente ripugnante, non dovrebbe essere equiparato a un omicidio e attribuire personalità morale e giuridica all’embrione è insensato e ha conseguenze insostenibili.)

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