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Domani al Senato la mozione di M5s-Pd e Leu per revocare il vitalizio ai condannati in Cassazione

neXt quotidiano|

Vitalizio Formigoni

Una mozione presentata dal Partito democratico, dal Movimento 5 Stelle e da Liberi e Uguali. Un testo in cui i tre partiti chiedono a gran voce di levare il vitalizio a qualsiasi parlamentare che sia stato condannato in Cassazione. Il documento è nato dopo l’affaire Roberto Formigoni, che pur essendo condannato in via definitiva per corruzione ha riottenuto il vitalizio, e la mozione sarà discussa domani al Senato. “L’impegno chiaro è che bisogna rimettere mano alla delibera per ripristinare una situazione degna del Senato, sulla base dei principi della legge Severino”, ha detto la senatrice grillina Paola Taverna. Una cosa c’è da dirla, chiaramente: la mozione non è finalizzata a togliere il vitalizio a Formigoni (qualcuno dirà “ahinoi”), ma prende spunto da quanto successo con lui.

Chi ha presentato la mozione

Licheri, Malpezzi, De Petris, Taverna, Perilli, Grasso, Ferrai e Mirabelli. Ecco i nomi di chi domani presenterà la mozione al Senato. Ha detto Licheri, che è presidente del gruppo del 5 Stelle: “La mozione è l’impegno ad adottare tutte le opportune determinazioni, nelle sedi proprie e competenti, tenendo conto dei principi propri della normativa vigente in materia di incandidabilità, volte a disciplinare i casi di revoca del vitalizio dei senatori cessati dal mandato che siano stati condannati in via definitiva dei delitti di particolare gravità. Mai come ora il Paese ha necessità di avere modelli etici da seguire, specie quando la politica è la prima a chiedere sacrifici ai cittadini. Noi riteniamo che il vitalizio non possa essere assolutamente equiparato alla pensione, perché la pensione è frutto di denaro accantonato dai lavoratori ogni anno, che viene restituito per la vecchiaia. Quindi non ha nulla a che fare con il vitalizio, che si matura al decorrere di 4 anni 6 mesi e un giorno”.

Il testo della mozione

Si legge sul sito del Senato:

Il Senato, premesso che sul tema dei vitalizi sono intervenute diverse delibere del Consiglio di Presidenza e decisioni degli organi di autodichia del Senato della Repubblica, in materia di revoca a seguito di condanna penale definitiva; considerato che: il Consiglio di Garanzia, con decisione del 18 maggio 2021, ha annullato la delibera del Consiglio di Presidenza del Senato n. 57 del 2015, che prevedeva la cessazione dell’erogazione del vitalizio per gli ex Senatori condannati in via definitiva per reati gravi; la suddetta ultima decisione è suscettibile di determinare un grave vuoto normativo, si impegna ad adottare tutte le opportune determinazioni, nelle sedi proprie e competenti, tenendo conto dei principi posti dalla normativa vigente in materia di incandidabilità, volte a disciplinare i casi di revoca del vitalizio dei Senatori, cessati dal mandato, che siano stati condannati in via definitiva per delitti di particolare gravità.