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Il discorso di Pappalardo a Piazza del Popolo il 2 giugno è un delirio

L’ex generale ha raccontato oggi un interessante retroscena su Nicola Porro e Quarta Repubblica: il giornalista lo ha contattato per un’intervista ma poi ha fatto saltare il colloquio perché ha preferito mandare in onda un’intervista con Matteo Salvini

Con la consueta lucidità che gli è propria e che è precipua del suo carattere così razionale e attendibile, oggi l’ex generale che vede gli alieni Antonio Pappalardo ha raccontato oggi un interessante retroscena su Nicola Porro e Quarta Repubblica: il giornalista lo ha contattato per un’intervista ma poi ha fatto saltare il colloquio perché ha preferito mandare in onda un’intervista con Matteo Salvini.

Pappalardo e Salvini che gli ruba le interviste da Nicola Porro

Prima Pappalardo si è esibito in una lunga citazione sul Piave dove non passa lo straniero dopo aver affermato che l’Italia è stata venduta “agli stranieri”. Poi è andato all’attacco delle mascherine, che secondo lui fanno male, aggiungendo che si impegnerà per non farle mettere ai bambini e che lui si rifiuta di metterle perché sono pericolose per il respiro. Ha anche aggiunto che con le mascherine non si può guardare una donna e dire se è bella.

pappalardo piazza del popolo

La protesta si è aperta con gli insulti a diversi leader politici e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I manifestanti hanno poi chiesto le dimissioni del premier Giuseppe Conte. La maggior parte delle persone in piazza si trova a distanza ravvicinata e non indossa mascherine. Pappalardo ci ha poi tenuto a rispondere a Vasco Rossi, che lo ha criticato: “Una volta Massimo Ranieri mi ha telefonato per complimentarsi perché dice che sono un grande musicista. Invece Vasco Rossi mi ha attaccato. Canta, Vasco Rossi, che è meglio”, ha risposto. E ha detto che non ha intenzione di muoversi dalla piazza finché non diventa strapiena, anche se il sistema audio dell’evento sembra ogni volta lì lì per abbandonarlo.

Il discorso di Pappalardo a Piazza del Popolo il 2 giugno

Pappalardo ha poi continuato: “Siamo stati costretti a vivere nelle nostre abitazioni come reclusi mentre mascalzoni vendono il nostro paese alle potenze straniere. Mussolini durante la marcia su Roma non l’ha fermato nessuno, ma a noi ci vogliono fermare, hanno fermato i nostri pullman per non farci manifestare”. E ancora: “Noi siamo qui per votare un provvedimento che prevede tre punti. Il primo è la fine del governo Conte. Il secondo punto è l’approvazione di una legge elettorale per andare immediatamente al voto. Terzo punto: stampa della nostra moneta nazionale”, dice, e qui arriva l’ovazione delle centinaia in piazza che cominciano a urlare “Lira-Lira!”. Naturalmente le tre proposte di Pappalardo vengono approvate all’unanimità per alzata di mano.

antonio pappalardo gilet arancioni

Poi fa sapere che lui non parla con Canale 5: “Prima mi vogliono intervistare e poi se ne vanno, adesso non ci parlo più”. E aggiunge che lui non è un massone: “Una volta mi hanno tentato, ma io ho risposto che io amo una donna per volta e per ora sono innamorato dell’Arma dei Carabinieri. Con me mangiate male!”.

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