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Dario Musso: il tipo del TSO dice che la pandemia non esiste sul palco dei Gilet Arancioni

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A piazza del Popolo oggi a Roma per la manifestazione dei gilet arancioni c’è anche Dario Musso, attivista politico, fratello dell’avvocato Lillo Musso candidato perdente alla carica di sindaco, che il 2 maggio scorso a Ravanusa in provincia di Agrigento, è stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio perché, secondo la famiglia, si trovava in strada con un megafono e negava l’esistenza della pandemia da Coronavirus SARS-COV-2. Oggi sul palco dei Gilet Arancioni ha detto di nuovo che la pandemia non esiste.

Dario Musso: l’uomo che dice che la pandemia non esiste sul palco dei Gilet Arancioni

Musso è stato coattivamente ricoverato presso l’Ospedale di Canicattì dove è stato sedato e immobilizzato in un letto di contenzione. «Per i primi tre giorni è stato negato ai familiari, non solo di visitarlo, ma di parlargli al telefono adducendo che il reparto non era dotato di telefono cordless. Il quarto giorno, il fratello, l’avvocato, ha potuto parlargli al telefono per pochi minuti», dice la famiglia. Alla presenza dei medici, il cui intervento era stato chiesto dalle forze dell’ordine, Musso è stato gettato a terra, bloccato mettendogli le gambe sulla schiena, sedato e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio che poi è stato convalidato dal sindaco Carmelo D’Angelo. Sul prestampato della proposta di Tso i medici hanno scritto che l’uomo presentava “scompenso psichico e agitazione psicomotoria”.   In questo video è possibile ascoltare la telefonata tra i dottori e il fratello di Musso:

Dopo che la notizia coi relativi video delle fasi del fermo di Musso e di quando è stato immobilizzato, e poi l’audio della sua telefonata dall’ospedale di Canicattì ai familiari, in cui diceva di essere legato, sono rimbalzati su You tube e sui social il Garante nazionale delle persone private della libertà, ha chiesto una relazione d’informazione al sindaco e alle autorità sanitarie, relativamente alle modalità di attuazione e al successivo sviluppo di tale trattamento. La Procura di Agrigento ha ora aperto un fascicolo, a carico di ignoti disponendo l’acquisizione di documenti da parte dei carabinieri per questo presunto tso arbitrario. Intanto oggi alcune centinaia di persone si sono radunate al grido “libertà” in piazza del Popolo per dare vita alla prima vera manifestazione di protesta dei gilet arancioni. Mentre si attende l’arrivo del leader della protesta, il generale dei carabinieri a riposo Antonio Pappalardo, dalla piazza partono cori di insulti contro il Capo dello Stato Sergio Mattarella, inviti a dimettersi al premier Giuseppe Conte e parole di scherno anche contro la stampa. “Siete venduti, protestiamo contro il sistema capitalistico liberale, siete dei bastardi”, le parole rivolte ad alcuni cronisti.

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