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Diasorin e il grosso guaio dei test sierologici in Lombardia

I giudici amministrativi: il Policlinico ha consentito ad un particolare operatore economico, scelto senza il rispetto di alcuna procedura ad evidenza pubblica, ancorché non tipizzata, di conseguire un nuovo prodotto, che rimane nell’esclusiva disponibilità e commerciabilità dell’operatore stesso

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Il Tar della Lombardia ha annullato l’accordo tra il Policlinico San Matteo di Pavia e la Diasorin sui test sierologici. È stato, dunque, accolto il ricorso dell’azienda concorrente TechnoGenetics, rappresentata dallo studio legale Abiosi. Il Tar ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti poiché, si legge nella sentenza, “la Fondazione San Matteo ha impegnato risorse pubbliche, materiali ed immateriali, con modalità illegittime, sottraendole, in parte qua, alla loro destinazione indisponibile”.

Diasorin e il grosso guaio dei test sierologici in Lombardia

I giudici amministrativi, accogliendo il ricorso dell’azienda concorrente di Lodi, la Technogenetics, rappresentata dallo studio legale Abiosi, hanno rilevato l’alterazione della concorrenza poiché, si legge nella sentenza, “mediante l’accordo, il Policlinico ha consentito ad un particolare operatore economico, scelto senza il rispetto di alcuna procedura ad evidenza pubblica, ancorché non tipizzata, di conseguire un nuovo prodotto, che rimane nell’esclusiva disponibilità e commerciabilità dell’operatore stesso“. Il Tar ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti poiché “la Fondazione San Matteo ha impegnato risorse pubbliche, materiali ed immateriali, con modalità illegittime, sottraendole, in parte qua, alla loro destinazione indisponibile”. I test sierologici, ossia quelli che rilevano la presenza di anticorpi dopo un’infezione da Covid, sono iniziati in Lombardia il 23 aprile.

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Il San Matteo di Pavia, in particolare, ha effettuato la validazione testando i sieri della Diasorin per vedere se erano affidabili. E tra l’ospedale e la multinazionale è stato siglato un contratto proprio su questa validazione, un accordo che prevede che la società versi una royalty dell’1% per tutti i test venduti nel mondo (Lombardia esclusa), soldi che, poi, il San Matteo avrebbe usato per la ricerca. Contratto annullato oggi dai giudici che lo hanno dichiarato “inefficace”. Allo stesso tempo, TechnoGenetics ha presentato anche un esposto in Procura (è stata aperta un’inchiesta a Milano) contro l’affidamento diretto da parte della Regione alla Diasorin della sperimentazione dei test. Nella denuncia, in particolare, si contesta la legittimità dell’accordo esclusivo del 26 marzo tra Regione, Diasorin e ospedale sul progetto sviluppato dalla stessa società piemontese.

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