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Di Maio promette vendetta a Raggi, Appendino e Nogarin

virginia raggi

Ieri Virginia Raggi, Filippo Nogarin e Chiara Appendino hanno firmato un appello congiunto sul Fatto per mandar a processo Matteo Salvini. Un appello di cui non erano a conoscenza i vertici del M5S anche se a saperlo era Andrea Severini, marito della sindaca di Roma, che ne aveva parlato pubblicamente un giorno prima. Oggi però è il giorno della furia e, fa sapere Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, Di Maio è molto arrabbiato con i primi cittadini:

I sindaci Virginia Raggi, Chiara Appendino e Filippo Nogarin, al Fatto hanno ricordato come loro, accusati di reati compiuti nell’esercizio delle loro funzioni, abbiano sempre affrontato i processi. È questo, più che la battuta di Beppe Grillo sul Comma 22 e sulla sindrome di Procuste, ad aver mandato su tutte le furie il capo politico. Il fondatore è stato chiamato e ha subito offerto una nota in cui dice, ancora una volta, «Scherzavo».

Ma Di Maio ce l’ha soprattutto con la sindaca di Roma, tanto da costringerla a una dichiarazione riparatrice. E da far trapelare possibili ritorsioni: «Altro che stop al limite dei due mandati per sindaci e consiglieri comunali — spiega uno dei fedelissimi — Nogarin si vuole far bello per le europee, Appendino piange per le Olimpiadi mancate, ma non hanno visto niente». Questo il clima.

andrea severini virginia raggi

Convincere tutti che bisognerà attenersi al voto della rete, come intimato dal capo, non sarà facile. Come non sarà facile sciogliere un altro paradosso: cos’accadrà se il tribunale dei ministri chiederà l’autorizzazione a procedere anche per Conte, Di Maio e Toninelli? A quel punto si dovrebbe votare uno scudo anche per loro. Bruciando via blog l’ennesimo tabù.

Ieri infatti Raggi ha effettuato una parziale retromarcia dicendo che sono state “ingigantite le sue parole” – da chi? Da Travaglio? – e ha promesso sostegno a Di Maio. “Paura, eh?”, direbbe Lucarelli.

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