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La decisione di Di Maio di espellere dal Paese 30 diplomatici russi per "sicurezza nazionale"

Massimiliano Cassano|

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”Il governo italiano ha deciso di espellere 30 diplomatici russi in servizio presso l’ambasciata in quanto persone non grate”: con una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio spiega che “questa misura, assunta insieme ad altri partner europei e atlantici si è resa necessaria per ragioni legate alla nostra sicurezza nazionale e nel contesto della situazione attuale di crisi conseguente all’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione russa”. Una decisione alla quale Mosca si è detta intenzionata a reagire. Il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha dichiarato: ”La Russia darà una risposta pertinente”, come riportato dall’agenzia Interfax.

La decisione dell’Italia di espellere 30 diplomatici russi

“Non saranno delle minacce – ha risposto Di Maio – a fermare la nostra azione per la pace. La nostra azione per la pace continua, il nostro obiettivo è raggiungere una pace a questa guerra in Ucraina, una guerra voluta e scatenata da Putin, che dobbiamo fermare con tutte le nostre forze, partendo dal cessate il fuoco e arrivando ad un accordo”. Per le sue posizioni irremovibili sulla guerra il ministro ha ricevuto anche diverse minacce sui social in questi giorni da parte di account filo-russi.

La linea europea contro gli emissari di Mosca

Anche altri Paesi hanno preso provvedimenti simili a quello adottato da Palazzo Chigi: la Francia espellerà 35 diplomatici russi “le cui attività sono contrarie ai propri interessi”. Lo scrive Le Figaro citando una fonte vicina al ministero degli Affari esteri francese e spiegando che si tratta di “un’azione che fa parte di un approccio europeo”. In una nota del ministero francese si legge: “La nostra prima responsabilità è sempre quella di garantire l’incolumità dei francesi e degli europei”. In Danimarca ne saranno allontanati invece 15: lo ha annunciato su Twitter il ministro degli Esteri danese Jeppe Kofod dopo aver scoperto che “erano agenti dell’intelligence russa che stavano compiendo azioni di spionaggio in territorio danese”.