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Quando Di Maio diceva che il cambio della regola dei due mandati era una bufala

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Era il 31 dicembre 2018 quando molti giornali parlarono della pensione per la regola del doppio mandato nel MoVimento 5 Stelle. L’occasione fu un fatto che riguardava all’epoca Roberta Lombardi: la Faraona, ex favorita di Grillo a Roma, aveva titubanze a votare una sfiducia a Nicola Zingaretti in Regione Lazio perché la caduta della giunta avrebbe portato a nuove elezioni e lei all’addio al M5S visto che avrebbe così completato i due mandati.

Quando Di Maio diceva che il cambio della regola del doppio mandato era una bufala dei giornali

All’epoca dovette intervenire Beppe Grillo (pubblicamente) con Di Maio (in privato) per convincere Lombardi. Come? Assicurandole che la regola del doppio mandato sarebbe caduta:

I 5 stelle sono nel panico. Alcuni di loro sono al secondo mandato, come l’ex deputata Roberta Lombardi. Di Maio ordina di votare la sfiducia. Come spiegano fonti del M5S regionale, assicura: ”Verrete ricandidati con liste uguali”. Il divieto sarebbe derogato. “Diremo che sono passati solo sette mesi dal voto, non è un mandato completo, Beppe è d’accordo”.

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Quella sarebbe stata l’eccezione alla regola dei due mandati? Beh, era Gianroberto Casaleggio a dire che ogni volta che deroghi a una regola praticamente la annulli. Fatto sta che nel pomeriggio Di Maio si sentì in dovere di intervenire: “La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest’anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l’alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario”. Chiaro, no? Tanto che, prendendo spunto dalle frasi di Di Maio, anche alcuni siti di quelli fatti apposta per portare l’acqua con le orecchie al MoVimento 5 Stelle guadagnandoci su presero a insultare i giornalisti che avevano riportato la notizia. Il resto è storia: il M5S di Di Maio si prepara a toccare la regola dei due mandati nei prossimi giorni o mesi (“né domani né mai“, cit.): è un fatto certo, così come è certo il fatto che Di Maio continuerà a mentire negando l’evidenza e scrivendo il contrario della verità anche quando sa benissimo che quello che è stato raccontato è tutto vero.

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