Politica

Di Maio, Appendino e i “nemici della contentezza” dentro il M5S

Luigi Di Maio va all’attacco dei nemici della contentezza dentro il MoVimento 5 Stelle per difendere Chiara Appendino ma anche per dare un segnale interno: ” esiste sempre una piccola minoranza, che io definisco “i nemici della contentezza”, quella rappresentata da chi preferisce chiudersi e alimentare rancori e tensioni, credendosi portatori della conoscenza divina su cosa significhi “essere del MoVimento””.

Di Maio, Appendino e i “nemici della contentezza” dentro il M5S

Il riferimento prossimo di Di Maio è il vicesindaco di Torino Guido Montanari, le cui frasi sulla grandine che avrebbe dovuto colpire il Salone dell’Auto di Torino e sui vigili che gli avrebbe mandato per multarli hanno dato l’impressione agli organizzatori della kermesse di non essere per niente graditi, così come la mozione presentata per vietare fiere al Parco del Valentino. In realtà Di Maio ce l’ha anche con Alessandro Di Battista e con l’esigua minoranza di ribelli grillini che tenta, con scarsi risultati, di fare la guerra a lui e a Davide Casaleggio all’interno del MoVimento 5 Stelle.

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Lo status di Di Maio sui nemici della contentezza

Di Maio elogia la Appendino per elogiare sé stesso, ma va anche oltre perché pronuncia la parola “dimissioni” e quindi in qualche modo avalla la sceneggiata mattutina della sindaca:

Oggi Chiara è giustamente molto arrabbiata per un’occasione di investimento che ha perso Torino, in cui ci sono anche responsabilità dei consiglieri M5S di maggioranza. Alcuni giornali dicono addirittura che voglia dimettersi da Sindaco. Qualsiasi decisione prenderà io starò sempre dalla sua parte. Dalla parte di chi, con il buon senso, ogni giorno passa il tempo a costruire una nuova Italia e non a demolire. Facciamole sentire tutti il nostro sostegno.

La sceneggiata di Chiara Appendino

Il problema è che nessuno sembra essere stato finora tanto impressionato dalla piazzata della Appendino. Il presidente del Consiglio Comunale Fabio Versaci su Facebook non è sembrato per niente impressionato dalla requisitoria di Appendino contro Montanari. Anzi, di fatto ha appoggiato la linea del vicesindaco:

Da 3 anni gli organizzatori preannunziavano un loro possibile abbandono, rendendo di fatto spiacevole la normale interlocuzione con l’amministrazione per l’organizzazione dell’evento. In fondo, se hanno già le date della nuova edizione, è più che probabile che tutto fosse pianificato da tempo.

La Città senza il Salone dell’auto va avanti comunque, la creatività per iniziare qualcosa di nuovo non ci manca. E mi spiace ma, in nome di alberghi pieni e turismo, non si può accettare tutto: come quest’anno che hanno occupato degli spazi senza autorizzazione sforando i tempi previsti in delibera e se il Vicesindaco ha mandato i vigili ha fatto solo il suo dovere. Perché le regole valgono per tutti allo stesso modo.

Tutti pensano che abbiamo perso l’ennesimo evento perché le opposizioni, con lo scontato supporto di giornali complici, hanno ripetuto questo mantra e quindi per molti è diventato vero, ma non c’è nulla di più falso!

fabio versaci

Quindi non mi farò impressionare da titoloni e dichiarazioni roboanti, perché in questi 3 anni i giornaloni non hanno fatto altro che denigranci in ogni modo possibile, narrando di una città in declino tra manifestazioni che fuggono e cavallette che arrivano. Poi pace se tutti i dati di affluenza turistica dicono l’esatto contrario. Che importa, basta dar contro al grillino marziano e inesperto e via.

Per troppo tempo abbiamo fatto gli istituzionali rispettando tutti e ascoltando tutti. Ma siamo stati trattati di incapaci e stupidi sprovveduti.

Ps: Qualcuno dice che dobbiamo tornare alle origini. Concordo. Ricominciamo a mandare a fanculo chi se lo merita.

Mentre Montanari, che è anche docente presso il politecnico di Torino, si è invece prudentemente rimangiato buona parte di quanto detto, ma tenendo il punto: “Ho sempre ritenuto che il Salone dell’auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco. Limitare i tempi di montaggio e smontaggio dei padiglioni e compensare con interventi sulla qualità del verde è una semplice scelta di buon senso. Questa mia posizione è stata travisata per giustificare evidentemente scelte già assunte. Capisco lo sconcerto e il disappunto della Sindaca e mi scuso per aver dato pretesto a polemiche strumentali”. Per il resto un silenzio glaciale ha accolto la minaccia di Chiara Appendino. Nessuno sembra credere che la prima cittadina lasci la poltrona soltanto perché il rapporto con il vicesindaco non funziona più. A lei il compito di smentire. O di confermare che ormai a Torino la conoscono tutti fin troppo bene.

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