Politica

«Tengo famiglia»: quando Di Battista voleva fare il ministro

alessandro di battista chi l'ha visto

Ilario Lombardo su La Stampa oggi racconta una serie di fantastici retroscena su Alessandro Di Battista e sul suo improvviso desiderio di fare nientemeno che il ministro degli Affari Europei, un ruolo che in effetti, dopo aver avuto Paolo Savona, si apre alla partecipazione dei personaggi più improbabili dell’universo isole comprese.

«Potevo fare il ministro e invece…». «Ho rosicato quando i miei compagni sono diventati ministri ». Ogni volta che torna, Alessandro Di Battista non perde occasione di ricordare quanto ha perso scegliendo la strada del viaggio con la famiglia al seguito, per inseguire il sogno di scrittore. Poi l’«orizzonte lontano» che doveva raggiungere si è ristretto e l’ambizione è stata ridimensionata a una più prosaica questione di cassa.

E così quel posto prestigioso da ministro è tornato a fargli gola. L’unico disponibile al momento è quello degli Affari europei, ancora vacante dopo il passaggio di Paolo Savona alla Consob. A Di Battista andrebbe più che bene, peccato però che – come gli ha spiegato Luigi Di Maio – non voglia Matteo Salvini, il quale pretende per la Lega la poltrona che per adesso è ancora nelle mani del premier Giuseppe Conte.

di battista ministro

Il punto della questione è stato sollevato dallo stesso Dibba:

Parla in due occasioni. Nella riunione ristretta dei vertici al Ministero dello Sviluppo economico. E poi all’assemblea congiunta dei parlamentari quando cala il gelo sulle sue parole. Chi lo ha ascoltato ricorda che ha detto così: «Ho posticipato il nuovo viaggio ma ho una famiglia adesso e se io non posso fare il mio lavoro, che è quello dello scrittore, ho bisogno di un’entrata sicura». La platea ascolta incredula. I parlamentari, soprattutto quelli alla prima legislatura, sono furiosi e gli uomini del capo politico alla Camera e al Senato non fanno nulla per nasconderlo.

Alla richiesta di Di Maio, questa volta Di Battista si era detto disponibile a rientrare nel governo. Ma a delle condizioni considerate impossibili. Quando chiede per sé gli Affari europei Di Maio gli ricorda che «Salvini non lo permetterà mai, perché quel dicastero tocca alla Lega». E infatti il leader del Carroccio da giorni preme su Conte per chiudere la faccenda al più presto. A Di Battista restano gli attivisti che tifano per la rottura del governo. In quel caso , l’ha già detto, tornerebbe parlamentare. Entrate sicure e un posto di rilievo all’opposizione di Salvini.

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