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Dibba il Sommergibile riemerge per sciacallare su Di Maio e sulla TAV

di battista tav di maio

Alessandro Di Battista, raccontavano qualche tempo fa i militanti M5S romani, era soprannominato Dibba il Sommergibile per la tendenza a inabissarsi quando c’era da prendere qualche decisione. Ieri Dibba il Sommergibile è riemerso per condividere il post di Nicola Morra sulla TAV e schierarsi quindi contro Di Maio che di fatto ha avallato la resa del governo sull’opera. Racconta Giovanna Vitale su Repubblica:

L’anatomia di un divorzio che rischia di far esplodere il Movimento. Con l’aiuto di Salvini, attestato per tutto il giorno sulla linea dura: «Nessuna tolleranza per teppisti e delinquenti». E a poco serve che a metà pomeriggio il Blog delle Stelle annunci la mozione parlamentare per stoppare l’alta velocità: «No a progetti vecchi, inutili e dannosi».

Con un lungo post su Fb il senatore Nicola Morra ammonisce: «Non c’è alcuna penale per la rescissione. La Tav non serve ai cittadini. Potrebbe servire a imprese e banche d’affari. Serve sicuramente al Partito (unito e senza frontiere, trasversale, transnazionale) delle Grandi Opere. A questo io non ho mai aderito». Subito condiviso da Di Battista: «La penso esattamente come lui», scrive il frontman grillino. Per poi chiosare, a chi gli chiedeva un tornare per correggere la linea di Di Maio: «Tornerò in primissima linea solo dopo libere elezioni. Prima non accetterò nessun incarico».

di battista desaparecido scomparso sommergibile elezioni - 3

A riprova che il dopo Di Maio è già cominciato. E lui c’è. Uscita che subito allarma il capo politico e lo spinge a schierarsi per non perdere terreno: «Noi non ci arrendiamo! Noi pensiamo al Paese, non facciamo regali a Macron», scrive il leader a caratteri cubitali sui social. Costretto a inseguire l’avversario interno e a schivare quello leghista. Che attacca: «L’unico regalo a Macron lo hanno fatto 5S e Pd votando la presidente della Commissione Ue decisa a Parigi e Berlino. Chi dice No al Tav dice no al futuro, è fuori dal mondo». Immediata la replica grillina: «C’è un asse Pd-Lega-Berlusconi». Un assedio: da dentro e da fuori. Con Di Maio sempre più solo.

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