Economia

Il reddito di cittadinanza va forte nelle regioni con più lavoro nero

La frequenza del reddito di cittadinanza rispecchia abbastanza fedelmente da una parte il tasso di diffusione del lavoro irregolare elaborata dall’Istat, dall’altra i valori del Pil pro capite

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Il Messaggero pubblica oggi un’infografica in cui spiega che ill reddito di cittadinanza segue il Pil pro capite (in senso inverso) e soprattutto il lavoro irregolare. I dati appena resi noti dall’Inps e aggiornati al 17 luglio permettono di analizzare più nel dettaglio la distribuzione dei 905 mila sussidi fin qui assegnati ad altrettanti nuclei familiari, che corrispondono a oltre 2 milioni e 200mila persone coinvolte.

Numeri significativi che però sono ancora lontani da quelli previsti a suo tempo, ovvero circa 1,25 milioni di famiglie che avrebbero dovuto ricevere nel 2019 la prestazione voluta dal Movimento Cinque Stelle. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, le cifre dell’istituto guidato da Pasquale Tridico evidenziano come si trovino al Sud e nelle isole il 61 per cento delle famiglie percettrici del reddito.

Ma lo sbilancio tra le varie aree del Paese risulta ancora più evidente guardando, Regione per Regione e Provincia per Provincia, l’incidenza di questi nuclei sulla popolazione. È Crotone la Provincia che in proporzione ha più percettori: sono 7.914 su una popolazione di 175 mila: vuol dire 45,1 nuclei beneficiari ogni 1.000 abitanti, o se si preferisce 119 persone coinvolte su 1.000, visto che in quel territorio le famiglie che hanno fatto domanda con successo hanno in media 2,6 componenti.

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Il reddito di cittadinanza nelle regioni (Il Messaggero, 28 luglio 2019)

La frequenza del reddito di cittadinanza rispecchia abbastanza fedelmente da una parte il tasso di diffusione del lavoro irregolare elaborata dall’Istat, dall’altra i valori del Pil pro capite, chiaramente partendo dai più bassi per arrivare verso i più alti:

Così la Calabria ha un tasso di occupazione irregolare del 22,3 per cento (il più alto in Italia) e subito dopo Campania e Sicilia sono di fatto appaiate rispettivamente con il 20,1 e il 19,8 per cento. La Calabria è anche la Regione con il più basso Pil pro capite con appena 17.050 euro per abitante, seguita dalla Sicilia con 17.376 e dalla Campania con 18.233.

Un caso un po’ particolare è quello del Lazio, che sembra avere finora una diffusione del reddito di cittadinanza leggermente più bassa di quanto potrebbe suggerire la presenza di occupazione irregolare, ma un po’ più alta in relazione al Pil pro capite che grazie alla presenza della capitale – è comunque al di sopra della media nazionale con 32.861 euro.

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