Opinioni

Di Battista chiede di tagliare gli stipendi degli altri

Da quando non è più onorevole la linea politica di Alessandro Di Battista è cambiata in meglio: stamattina l’eroe dei due mondi del MoVimento 5 Stelle ha riproposto su Facebook un vecchio cavallo di battaglia dei grillini, che però da quando hanno i voti per realizzarlo è però andato un po’ in disuso. Ovvero il taglio degli stipendi, del TFR e delle indennità di deputati, senatori e consiglieri regionali. Già che c’è, Di Battista propone anche il taglio di 300 parlamentari e il taglio dello stipendio di Fazio e Vespa a 240mila euro lordi l’anno, sostenendo che siano giornalisti e per loro ci sia un non meglio precisato tetto. Fazio in realtà ha restituito la tessera tempo fa e d’altro canto il tetto di 240mila euro lordi l’anno riguarda i dirigenti pubblici e non i presentatori o i giornalisti televisivi.

alessandro di battista

Vale anche la pena ricordare che l’Avvocatura dello Stato ha precisato in tempi non sospetti che quel tetto vale per manager e dipendenti, non per gli artisti. La parte curiosa della vicenda è che Di Battista esorta il governo ad agire quando dovrebbe sapere benissimo che per i tagli degli stipendi di Camera e Senato sono competenti Camera e Senato: lo stesso vale per i consigli regionali mentre per la RAI gli emolumenti possono essere frutto di scelta dell’amministratore delegato, il quale dovrebbe tenere presente che così apre alla possibilità che Fazio e Vespa (e tutti gli altri) vadano a lavorare per qualcun altro. Insomma, perché Di Battista chiede al governo con la Lega quello che semmai dovrebbe chiedere alla maggioranza parlamentare grillina? E perché chiede un altro taglio agli stipendi dei parlamentari adesso che non fa più il parlamentare?

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Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente