Economia

Decreto Genova, mancano i soldi

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“E’ inutile fare l’assalto alla diligenza” ed “è nota la situazione del bilancio dello Stato e inoltre il dl si discute in contemporanea con legge di stabilità. Ma il volume di danno della comunità di Genova è molto superiore a quanto previsto dal decreto. Sono dotazione che non soddisfano le esigenze larghe della comunità ligure, anche se al momento non mi sento neppure di dare al momento delle cifre esatte”: Giovanni Toti, governatore della Liguria, in audizione alla Camera sul Decreto Genova, dice chiaro e tondo che al testo scritto con il cuore dal ministro Toninelli manca il cervello.

Decreto Genova, mancano i soldi

Secondo i calcoli del commissario Mario Bucci all’appello mancano circa 300 milioni. Negli emendamenti al decreto, su cui sta lavorando il sottosegretario Edoardo Rixi, ci saranno anche le norme per far tornare in gioco le imprese di costruzioni legate alle concessionarie autostradali (tranne Autostrade), quelle per estendere la cassa integrazione, mentre sono tutte da scrivere le norme per consentire l’esproprio del ponte crollato. Il Sole 24 annuncia che entreranno quasi 50 milioni di euro per gli sfollati, circa 20 milioni per introdurre la cassa integrazione in deroga per un anno per le aziende danneggiate dal crollo del Morandi, 60 milioni nel 2019 per l’autotrasporto (oltre ai 20 già previsti per il 2018), 50 milioni per il porto e per incentivare l’intermodalità nei prossimi tre anni.

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In più è arrivata anche la bocciatura di Raffaele Cantone per le norme che escludevano le altre società: “Sono d’accordo con l’Antitrust – ha detto Cantone -: per i soggetti diversi dall’attuale concessionario, sarebbe un’esclusione di dubbia legittimità e fondata su una giustificazione (gli “indebiti vantaggi competitivi”) poco comprensibile”. Toti è stato ancora più diretto: “Non ho proprio capito la ratio di questa norma. E poi, sarebbero esclusi quasi tutti i campioni nazionali delle costruzioni, da Salini Impregilo in giù, mi sembrerebbe una scelta sbagliata”.

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