Opinioni

Il Fatto, De Masi e gli intellettuali che hanno paura dello scientismo

Attenzione! Un grave pericolo minaccia la nostra società. Si tratta dello scientismo, un positivismo ottocentesco fuori controllo, una dittatura della scienza che distruggerà ogni istanza politica, sociale ed etica. Nel paese (prendete un lungo respiro) di Stamina, dei no vax, delle terapie chelanti per i bambini autistici, dell’omeopatia riservata ai medici, del siero di Bonifacio, di Di Bella, del bio dinamico, dei grani antichi che salveranno il mondo, di Wanna Marchi, dei superfood che guariscono dai tumori, delle scie chimiche, dei medici seguaci di Hamer, che rifiuta gli OGM e la ricerca, che ha un complottista alla presidenza RAI, che si è ribellato alla xylella con le manifestazioni di piazza (ma xylella giustamente se ne frega), in cui il più importante quotidiano nazionale pubblica allegramente servizi sul respirianesimo (immaginate gli altri), in cui i libri più venduti nella sezione medicina di Amazon sono stabilmente quelli di Panzironi e del dott. Mozzi (ora potete espirare), i nostri intellettuali ci mettono in guardia dallo scientismo dilagante. Un po’ come preoccuparsi di buttare troppo acqua su una casa che va a fuoco perché potrebbe rovinarsi il parquet. Molti di questi intellettuali non li sentirete intervenire contro le pratiche anti scientifiche. Forse perché non fa chic, forse perché ci si rende antipatici, forse perché non gli interessa l’argomento. Però, appena compare lo spettro dello scientismo, si armano di buoni propositi, saltano in sella al loro cavallo e si precipitano a salvarci. Sono persone coltissime che più che di scienza amano parlare di filosofia della scienza, volete mettere quanto fa più figo? Migliaia di persone fanno la dieta del gruppo sanguigno, però la priorità pare essere di spiegargli Karl Popper, poi il resto si sistemerà da solo.

beppe grillo patto per la scienza burioni - 9

Naturalmente l’occasione per fornirci i loro saggi moniti è stata il “Patto trasversale per la scienza”? Confesso, nella mia ingenuità io lo avevo inteso come un modo per sensibilizzare la politica. Ho pensato che nella peggiore delle ipotesi fosse un’iniziativa inutile, nella migliore un bel contributo della società civile contro la deriva anti scientifica. Ma io sono ingenuo, non mi ero mica accorto dei terribili pericoli che si celavano dietro quel documento. Per nostra fortuna se ne sono accorti alcuni nostri intellettuali. Tra questi l’ultimo che mi è capitato di leggere è il prode De Masi sul Fatto Quotidiano. Ricordiamo che al Fatto Quotidiano hanno da sempre un sacro terrore dello scientismo, forse è per questo che direttamente o nei blog del giornale hanno pubblicato bufale a ripetizione sui vaccini, su xylella, sull’omeopatia, sull’argento colloidale e persino sul Vaticano che nasconderebbe l’esistenza degli alieni (voi vi sareste fatti scappare una notizia così?). Torniamo all’articolo del sociologo De Masi, il titolo è “Burioni e Silvestri: tranello, non patto”. Mannaggia, io nel tranello ci sono cascato con tutte e due le scarpe: Mi capita spesso a dire il vero, io non vedo cose che gli intellettuali come De Masi vedono chiaramente. Passiamo comunque ad analizzare per punti alcuni passaggi.

1. Premetto che vengono citati qua e là Galileo, Kuhn, Popper, Lakatos, che fanno sempre la loro porca figura anche quando le citazioni sono inutili, fa poi da corredo lo sfoggio compiaciuto del termine epistemologia variamente declinato.

2. S’inizia con un ambizioso paragone storico. Così come il cardinale Bellarmino (la politica) fece abiurare Galileo (la scienza), allo stesso modo oggi la scienza o scientismo (Burioni e Silvestri) fanno abiurare la politica (Grillo e Renzi). Evidentemente per De Masi siamo a un punto di flesso dopo 400 anni di storia, un ribaltamento epocale. Davvero a qualcuno sembra una riflessione seria? O è uno sterile sfoggio di retorica priva di costrutto? Tra l’altro credo che Galileo abbia abiurato solo nel 1633, 12 anni dopo la morte del cardinale, il quale prese parte al primo processo in cui non ci fu abiura o non ci fu quella che tutti ricordiamo, ma ciò è ininfluente ovviamente.

de masi patto scienza fatto quotidiano 1

3. Attenzione, il passaggio che segue è gravissimo e va riportato integralmente: “È ovvio, ad esempio, che i politici debbano adoprarsi per fermare i ciarlatani, anche se spesso una fazione di scienziati considera ciarlatana la fazione avversa ed è impossibile capire chi delle due abbia ragione”. Benissimo, De Masi ha appena mandato a puttane il metodo scientifico che egli stesso vorrebbe spiegarci. La comunità scientifica (spesso) sarebbe fatta di fazioni che si danno l’una con l’altra dei ciarlatani e sarebbe impossibile sapere chi ha ragione. L’omeopatia potrebbe funzionare oppure no, i vaccini potrebbero causare l’autismo oppure no, il virus HIV potrebbe esistere oppure no. Nessuna ragionevolezza certezza può guidare le nostre azioni (fino a falsificazione della stessa ovviamente). E dove le ragionevoli certezze mancano? Io pensavo che gli scienziati seri si astenessero da conclusioni e si limitassero a prudenti ipotesi confrontandosi tra di loro. Invece no, si danno dei ciarlatani a vicenda (e non è un’eccezione succede spesso). Perché non mandiamo De Masi nelle scuole a spiegare il metodo scientifico? Mi pare abbia le idee chiare.

4. De Masi esprime inquietudine per il fatto che la parola scienza nel documento sia scritta con la “S” maiuscola. Davvero una cosa terribile, solo un cretino come me poteva non dare peso a questa cosa che è un chiaro segnale di volontà di potenza di Burioni e Silvestri.

5. De Masi ci ricorda con una noiosa supercazzola i rispettivi ruoli della scienza e della politica. Il programma per realizzare la bomba atomica, per esempio, fu deciso dalla politica non dagli scienziati. Capito? Se Burioni e Silvestri vorranno costruire l’atomica, i soldi dovranno chiederli alla politica. Non pensino con quel patto di poter dare ordini al parlamento. Davvero, di cosa diavolo sta parlando De Masi?

6. Si chiude con l’insinuazione che la richiesta di aumentare i finanziamenti per la ricerca a partire da quella biomedica, sia un modo per ricevere più fondi per le proprie ricerche (tra l’altro Silvestri lavora negli USA). In pratica all’inizio dell’articolo il patto era un grandioso (e pericoloso) capovolgimento epocale dei rapporti tra scienza e politica, ora diventa uno strumento per grattare qualche euro in più? Confusione, c’è tanta confusione, dal titolo fino all’ultima riga. Ci scommetto che l’articolo avrà fatto la gioia dei numerosi ciarlatani e truffatori che speculano sull’ignoranza, le paure e le speranze della povera gente, ma queste sono cose che preoccupano i cretini come me, gli intellettuali volano molto più in alto.

Leggi sull’argomento: Domenico De Masi, addormentato sulla via di Damasco

 

Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.