Economia

I dazi USA-Cina

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Il Messaggero riepiloga oggi in un’infografica  i nuovi dazi Usa vs Cina e le contromisure cinesi. Il quotidiano spiega che la  nuova offensiva da 30 miliardi di dollari di Donald Trump (dazi del 10% su 300 miliardi di importazioni in Usa non ancora tassati finora), ha cambiato di nuovo le carte in tavola. Se la direzione del partito popolare vorrà rispondere a tono, dovrà adottare iniziative molto rischiose.

Pechino non può più controbattere sul piano delle imposte. Sta già tassando 110 miliardi di dollari di made in Usa, e la porzione residua è di un “misero” dieci miliardi. Potrebbe affossare le sorti della Boeing, annullando gli ordini per i 478 aerei 737, già sospesi per via dei problemi tecnici in cui è incorsa l’azienda statunitense.

Potrebbe cacciare dal paese la Federal Express, come ha già segnalato sottoponendola ad un’inchiesta per presunto boicottaggio delle spedizioni della Huawei. Potrebbe decidere il blocco delle esportazioni delle terre rare, materiali indispensabili per la tecnologia dei computer in tutto il mondo. La Cina produce il 90% delle terre rare, e manda negli Usa l’80% del materiale usato dalle aziende di Silicon Valley.

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I dazi USA-Cina (Il Messaggero, 3 agosto 2019)

Tutte queste iniziative avrebbero ripercussioni enormi sui mercati finanziari, ma potrebbero non essere decisive nella disputa contro gli Usa. Un colpo basso sarebbe invece una nuova politica di ostracismo nei confronti delle aziende estere che operano in Cina, con gli Usa in prima fila nell’auto e nell’elettronica. Questo settore però impiega già 2 milioni di lavoratori sul suo territorio, e una eventuale censura rischia di rivelarsi auto lesionista.

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