Fact checking

Come il sistema di fake news della Casaleggio mette in difficoltà il M5S

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Invece di andare a caccia di fantasmini su Twitter, su BuzzFeed Alberto Nardelli e Craig Silverman ieri hanno raccontato un aspetto fondamentale di come funziona la propaganda del M5S. Incredibilmente non esiste nessuna centrale operativa segreta che dice ai sostenitori del MoVimento cosa condividere e quando farlo. Esiste invece, una fitta rete di siti ufficiali e non che mette a disposizione incessantemente materiale “informativo” e propagandistico pronto all’uso. Per noi italiani non è una novità, visto che sono cose che sappiamo da sempre, per gli americani invece – ancora presi dalla frenesia sulle fake news – la cosa conferma quello che già “hanno capito” sulla vittoria di Donald Trump.

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La macchina delle notizie della Casaleggio

Oltre al blog di Beppe Grillo che è l’house organ ufficiale del partito ci sono, come aveva già “scoperto” Sebastiano Messina su Repubblica due anni fa siti come TzeTze, la Fucina e la Cosa; i primi due non sono direttamente collegati con il MoVimento ma sono di proprietà della Casaleggio Associati e spesso le notizie che vengono pubblicate su Tze Tze vengono condivise su Facebook dalla pagina ufficiale di Grillo. TzeTze e la Fucina sono infatti siti “indipendenti” ovvero non appartengono al M5S ed è per questo – nota correttamente Buzzfeed – che non è esplicita l’affiliazione con il MoVimento. Il collegamento tra M5S e i due siti – spesso dediti a spacciare bufale scientifiche mediche o a rilanciare notizie “INCREDIBILI, SENSAZIONALI, CHE NESSUNO VI DIRÀ MAI” – è appunto la Casaleggio, che controlla direttamente i contenuti pubblicati sul sito di Grillo tant’è che molti dei post anonimi pubblicati sul “blog” sono probabilmente scritti da Davide, il figlio di Gianroberto guru per successione dinastica. Ad esempio TzeTze, un aggregatore di news spinto fortemente dal clickbaiting che condivide spesso video da La Cosa, che è il sito che i Casaleggio utilizza per ricaricare spezzoni degli interventi dei parlamentari pentastellati in Aula o nelle varie trasmissioni televisive. Ma non lo fa passando per gli account ufficiali del leader del MoVimento e nemmeno per quelli dei parlamentari. Se notate lo screenshot qui sotto le pagine da cui TzeTze condivide i video e i post a sostegno del MoVimento sono quelle “non ufficiali” come Beppe Grillo Fan, W IL M5S, l’improbabile Alessandro Di Battista Presidente del Consiglio oppure Perché votare Movimento 5 Stelle. Tutte pagine (a parte W Il M5S che ne ha 400mila) con poche migliaia di like, niente in confronto all’oltre un milione di mi piace totalizzato da TzeTze. Perché non utilizzare direttamente condivisioni dalla pagina di Grillo? Un trucchetto forse per far capire agli attivisti – non che serva in realtà – che TzeTze è dalla loro parte.
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Quel gran guru del mio amico, con le mani unte di bufala

Il problema principale è che oltre alle notizie politiche la Fucina e TzeTze si occupano anche di informare il pubblico sulle più importanti scoperte mediche e scientifiche: spesso si tratta di bufale e fake news, altre volte di teorie che Grillo stesso ha sostenuto in passato durante quegli spettacoli (la biowashball, il signoraggio, i vaccini che causano il cancro e l’autismo, l’Aids che non esiste, il pomodoro transgenico esplosivo) grazie ai quali si è costruito la sua fan base elettorale. Parliamo ad esempio del sostegno che i siti della Casaleggio danno costantemente al Metodo Di Bella, tanto che il figlio dell’inventore della terapia a base di somatostatina è uno degli autori fissi de La Fucina. Da quando però il MoVimento ha iniziato a fare politica ed è entrato in Parlamento Grillo e Casaleggio (padre) si sono resi conto che certe notizie non potevano più trovare spazio su quello che i giornali avevano iniziato a prendere in considerazione come la voce ufficiale del partito non-partito e del suo Semplice Portavoce (vi ricordate di quando Grillo si faceva chiamare “megafono” del MoVimento? Sono passati appena tre anni). Per questo motivo tutte quelle notizie che pure raccoglievano un buon numero di click non potevano più essere pubblicate lì e quindi piano piano si sono trasferite sui “siti satellite” della Casaleggio che voleva trovare un modo per monetizzare quel capitale di assetati di controinformazione che fino a poco prima si erano abbeverati alla fonte di Grillo. Il problema è – però questo BuzzFeed non lo dice – che questi siti stando all’ultimo bilancio della società risultano essere in perdita, quindi la trovata di Casaleggio – quel gran guru dell’Internet e della comunicazione – non sembra stare funzionando, almeno dal punto di vista economico. Di più: nella scarna nota di accompagnamento dei conti depositata in Camera di commercio si leggeva dell’intento di «disinvestire» in questi canali, il che non vuol dire chiuderli ma magari evitare di spendere molti soldi nella sponsorizzazione dei contenuti su Facebook, ad esempio.
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La storia del M5S e della propaganda russa

Quella della contiguità tra M5S e Russia è questione che sta molto a cuore ai giornalisti e ai lettori statunitensi: le bufale pro-Putin e anti USA. In Italia tendiamo a sottovalutare la portata delle manovre di avvicinamento del M5S alla Russia in netta opposizione con il ruolo del nostro paese nella NATO e nella UE. Però per BuzzFeed, che a volte presenta TzeTze e Fucina come siti del MoVimento 5 Stelle, il fatto che sia dato così ampio spazio a teorie del complotto sul “ruolo degli USA nel favorire l’arrivo di immigrati nel nostro Paese” o sul fatto che Putin venga presentato come una figura estremamente positiva che cerca di impedire che gli USA si intromettano negli affari di stato di altre nazioni potrebbe rappresentare un problema. Il fatto che BuzzFeed scriva chiaramente – come riporta anche il Corriere – che il più popolare partito politico italiano è impegnato a diffondere bufale e notizie a sostegno della macchina della propaganda del Cremlino viene accolto da noi con un’alzata di spalle perché  “in fondo si tratta solo di propaganda” e nemmeno troppo sottile. Ma per gli americani la cosa è diversa, negli USA dove tutti sono intenti a macinare analisi sulla vittoria di Trump, giunta dopo una campagna elettorale dove il Presidente ha detto falsità e fatto promesse che già ora sembra non avere intenzione di mantenere la cosa assume un peso diverso. Per la verità le connessioni che BuzzFeed ha trovato tra Casaleggio e propaganda putiniana (al di là delle incursioni di Manlio Di Stefano in terra russa) sono deboli e si limitano sostanzialmente al fatto che le fonti utilizzate per parlare di faccende russe siano i network di informazione vicini al Cremlino, il che – con buona pace di quelli che in Europa non gradiscono le notizie di Sputnik – non è certo un reato, anche se rappresenta un bel problema di attendibilità di cui però, pare, nella Casaleggio non si preoccupino. In ogni caso non sembra proprio la pistola fumante che uno si aspettava di trovare dopo aver letto il titolo. Più che altro TzeTze sta semplicemente seguendo il trend populista che vede da tempo Putin “campione” di tutti quei movimenti e opinionisti – da Blondet a Giulietto Chiesa – che si oppongono all’imperialismo americano e all’Unione Europea.
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C’è infine la questione relativa al fatto che la Casaleggio, in nome dei principi di trasparenza che sono il core del pensiero politico del guru junior, si è rifiutata di rispondere alle richieste di chiarimento da parte di BuzzFeed che le aveva posto una dozzina di domande.

BuzzFeed News put a list of 12 questions to M5S and Casaleggio Associati about the network of sites they controls, their role in propagating fake news and pro-Russia propaganda, and the party’s relationship with the Kremlin.
Casaleggio Associati said the company’s policy was to not respond to the type of questions that BuzzFeed News asked. It said all the specific allegations on the firm were inaccurate, but declined to explain how. A spokesperson added that the company had no relationship with Russia or Russian firms.
M5S also declined to comment. A spokesperson told BuzzFeed News it would not be able to provide any “feedback” on the questions until after Sunday’s referendum

Ma il punto di tutto il discorso è che la macchina delle notizie della Casaleggio, quei visionari che hanno capito tutto dell’Internet, sembra essersi inceppata; dietro tutta questa operazione familiare non c’è l’idea di dare vita ad un nuovo modo di fare informazione ma quello – ben più terra terra – di massimizzare il risultato politico ed elettorale del movimento messo in moto da Grillo; ma se sei in perdita allora vuol dire che qualcosa non va. Questo conferma quello che già scrissi tempo fa su Gianroberto Casaleggio, ovvero che l’operazione “MoVimento 5 Stelle” gli è riuscita solo perché Beppe Grillo gli ha dato ascolto, prova ne è che i siti della Casaleggio – senza Grillo – non se la cavano poi così bene (e il fatto che Casaleggio non figurava inizialmente nel direttivo dell’associazione). E se pensate che la Casaleggio è un’azienda che si occupa di Web e informazione questa cosa, unita al fatto che i dipendenti non sembrano essere in grado di comprendere la differenza tra una bufala e una verità non è proprio un bel biglietto da visita. Forse un giorno il MoVimento si renderà conto che ormai non ha più bisogno della Casaleggio e riuscirà a ripulire la sua immagine. Ma dal momento che Davide possiede le chiavi di Rousseau e della piattaforma di voto del M5S la cosa non succederà tanto presto.
EDIT: Il M5S Camera e Senato ha pubblicato sul blog di Grillo una replica all’articolo di Buzzfeed:

L’articolo di Buzzfeed pubblicato ieri rilancia le teorie complottiste pubblicate dalla Stampa che si sono eclissate dopo l’articolo di Bechis su Beatrice Di Maio / Titti Brunetta. Il M5S ha i suoi account social ufficiali, il suo sito ufficiale e il suo blog ufficiale, così i suoi portavoce. Altri siti o account social non ufficiali non sono riconducibili al MoVimento 5 Stelle, come ha dimostrato il caso Beatrice Di Maio.
Gli eletti del M5S negli ultimi mesi hanno incontrato centinaia di figure istituzionali di paesi stranieri, tra cui quello russo, sia La Stampa sia Buzzfeed hanno omesso questo piccolo particolare. Le accuse di fare propaganda pro Cremlino o di diffondere notizie false è ridicola. In Italia i produttori di bufale sono i giornali tradizionali e l’unica propaganda che fanno è quella pro Renzi e pro Pd. Buzzfeed dovrebbe fare un articolo sulla libertà di stampa in Italia visto che il nostro Paese è al 77° posto nella classifica di Reporter senza Frontiere ed è considerato parzialmente libero.
Un’altra bufala riportata da Buzzfeed è che i parlamentari M5S abbiano firmato un contratto con la Casaleggio Associati. I due giornalisti che firmano l’articolo dovrebbero correggere immediatamente almeno questa frase e scusarsi tramite una nota con i lettori per aver diffuso questa informazione falsa e che avrebbe richiesto solo un attimo di attività di verifica per non essere pubblicata, così come tutto il resto dell’articolo.

La replica del M5S in primo luogo tenta di legare l’articolo di Buzzfeed, che è invece ben documentato, alle teorie complottistiche comparse sulla Stampa nel caso della querela di Luca Lotti a un account Twitter rivelatosi appartenere a Titti Brunetta, moglie del capogruppo di Forza Italia alla Camera. Afferma poi che il nostro paese è al 77esimo posto della classifica di RSF senza ricordare che lo è a causa delle tante querele e intimidazioni nei confronti dei giornalisti e quindi quella classifica nulla c’entra con la qualità dell’informazione italiana. Infine segnala un errore nell’articolo di BF, anche se dovrebbe ricordare i tanti contratti firmati dagli eletti M5S, come ad esempio a Roma, dove gli assessori e la sindaca, per contratto, devono comparire sui canali del M5S. Contratti che non sono stati stipulati con la Casaleggio Associati ma con l’Associazione MoVimento 5 Stelle (quella che controlla il M5S); sull’applicazione e il rispetto di questi contratti vigila però “lo staff” che non è quello dell’Associazione ma quello della Casaleggio. Anche questa volta che doveva rispondere il M5S dimostra di non aver capito la domanda.