La macchina del funky

Daniele Frongia «come i brontosauri della Prima Repubblica»

daniele frongia

Ieri vi abbiamo raccontato della surreale vicenda che ha coinvolto il giornalista del Tempo Fernando Magliaro e il vicesindaco di Roma Daniele Frongia, che prima ha smentito un’intervista rilasciata al quotidiano e poi ha minacciato di portarlo in tribunale per l’audio pubblicato sul sito del giornale romano, da cui in effetti si evinceva che tutto quello che Frongia asseriva di non aver detto, in realtà, lo aveva detto. Nella mail inviata a Magliaro, tra l’altro, l’avvocato di Frongia Paolo Saolini parla di mancato consenso e mancate autorizzazioni per la registrazione, ma è falso che sia illegale registrare conversazioni, come chiarito anche di recente dalla Cassazione con sentenza della II sezione penale 2 marzo – 10 giugno 2016, n. 24288.
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Oggi il direttore del Tempo Gian Marco Chiocci, di cui abbiamo parlato in altre occasioni, fa notare anche l’assurdità del rappresentante di un partito che a parole vuole la trasparenza, nei fatti chiede la censura delle parole di Frongia e poi ricorda che la pubblicazione dell’audio integrale della conversazione e dei messaggi su Whatsapp serviva a documentare la correttezza e la buona fede del quotidiano. E poi dice che gli dispiace vedere un grillino rifarsi alle carte bollate come un brontosauro della prima Repubblica. Visto che non sembra la prima incoerenza della Giunta Raggi, toccherà abituarsi.

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