La macchina del funky

Daniele Fortini: «Pressioni da Vignaroli per l'addio di Filippi»

daniele fortini

Durante l’audizione in commissione ecomafie di un paio di giorni fa Daniele Fortini aveva detto di aver tentato in tutti i modi di trattenere il direttore generale di AMA Alessandro Filippi nel suo incarico ma di aver saputo da un subcommissario che c’erano state troppe pressioni politiche riguardo la sua defenestrazione. Quando gli hanno chiesto da chi arrivassero le pressioni politiche, Fortini non ha fatto nomi pubblicamente ma Alessandro Bratti, presidente della Commissione, aveva detto che avrebbe chiesto a Fortini di fare il nome una volta chiusa l’audizione in streaming. Oggi il Messaggero scrive che Fortini ha detto che le pressioni sono arrivate da Stefano Vignaroli, vicepresidente della commissione:

Proprio sull’allontanamento di Filippi dall’azienda, avvenuto a inizio marzo, dal verbale di Fortini in Commissione Ecomafie trapela un retroscena inquietante. Il presidente dell’Ama ha raccontato di come si fosse speso in tutti i modi, presso l’amministrazione commissariale che in quel momento reggeva il Campidoglio, per prolungare il mandato in Ama del dirigente. Senza però riuscirci, per il sopravvento di «pressioni» da parte di un politico. Fin qui il resoconto “in chiaro” del manager di Ama. Che alla richiesta di fornire il nome del politico in questione, ha domandato di secretare la risposta.
A microfoni spenti, il numero uno della municipalizzata ha puntato il dito contro Stefano Vignaroli, il deputato M5s che della Commissione Ecomafie è vicepresidente, oltre ad essere uno dei principali sponsor politici dell’assessore Muraro. Proprio a partire dalle informazioni contenute nell’audizione di Fortini, la Commissione Ecomafie è pronta ad aprire un’inchiesta su Ama. «Sono convinto che serva un focus approfondito sull’azienda», spiega il presidente dell’organismo, Alessandro Bratti (Pd). Il 5 settembre a Palazzo San Macuto saranno ascoltate la sindaca Virginia Raggi e la Muraro. Il M5s aveva chiesto di anticipare a prima della pausa estiva. Ma nell’Ufficio di presidenza di ieri, gli altri capigruppo presenti hanno deciso di aspettare la ripresa dei lavori.

stefano vignaroli paola taverna
Fortini, è necessario chiarirlo, riferisce una cosa saputa da altri e non ci sono dichiarazioni pubbliche di Vignaroli di ostilità nei confronti di Filippi negli ultimi tempi. Ma il nome del deputato ricorre frequentemente nel Monnezzagate di Roma, prima come componente del mini-direttorio sui rifiuti che ha stipulato il patto segreto con il Colari il 30 giugno e poi per le interviste di questi giorni.
EDIT: Il M5S difende Vignaroli:

“Basta falsita’ contro Stefano Vignaroli. Da sempre, prima in piazza da attivista e poi dal 2013 nelle aule parlamentari con atti ispettivi, Vignaroli si batte contro gli interessi di Cerroni e il business delle discariche e degli inceneritori. Decine d’interrogazioni e azioni parlamentari a sua firma sono li’ a dimostrarlo”. Lo dichiarano in una nota unitaria i gruppi parlamentari M5S di Camera e Senato. “E’ stato anche grazie all’accesso agli atti al GSE promosso dai parlamentari M5S in data 29 aprile 2013 sul gassificatore-inceneritore di Cerroni e consegnato poi dal deputato Vignaroli alla Procura di Roma ed alle stesse informazioni fatte pervenire ad Ama Spa, che quest’ultima ha vinto un arbitrato che ha fatto risparmiare 900 milioni di euro alla citta’ di Roma. Questi i fatti. Chi ha mantenuto in vita l’impero di Cerroni per decenni sono Pd e la destra”, concludono i parlamentari del M5S.