Opinioni

Dalla “coca” dei Måneskin al “doping” di Jacobs, l’insostenibile incapacità di perdere contro l’Italia

È la notte del 22 maggio di quest’anno, un sabato. I Måneskin, il gruppo pop-rock romano vincitore dell’ultimo Sanremo, ha appena vinto l’Eurovision Contest, mettendosi alle spalle Barbara Pravi, in rappresentanza della Francia. Erano trentuno anni esatti che l’Italia non si imponeva nella principale rassegna canora continentale, dai tempi di Toto Cotugno, a Zagabria, nel 1990: un’epoca fa. E, invece di congratularsi, o perlomeno abbozzare, accade che sui media francesi cominci a rimbalzare la voce secondo cui Damiano David, il frontman della band, avrebbe sniffato cocaina in eurovisione. Una polemica grottesca, surreale, eppure ci vogliono 48 ore (e addirittura un test anti-droga a cui Damiano si sottopone volontariamente) per chiudere una delle pagine più imbarazzanti della storia musicale recente.

Mottarone Maneskin novax vaccini
foto IPP/picture alliance
Rotterdam 22-05-2021
eurovision song contest 2021
nella foto i maneskin vincono l’edizione 2021 (Ethan Torchio, Damiano David, Thomas Raggi e Victoria De Angelis) WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET

Quel giorno nessuno poteva immaginare che quella abborracciata polemica social sarebbe diventato il fil-rouge di una delle più straordinarie, folli e inaspettate estati italiane della nostra storia, con lo sport al posto della musica ma un unico comun denominatore: l’assoluta incapacità dei nostri avversari di sapere accettare la parola sconfitta.

Un balzo in avanti di poche settimane ed è ora degli Europei, con la Nazionale di Mancini che vince e convince, diverte e si diverte, regolando la Turchia all’esordio con un perentorio 3-0 maturato nella ripresa e poi concede il bis pochi giorni dopo contro la Svizzera col medesimo punteggio e la stessa sensazione di superiorità tecnica e atletica sugli avversari, che pure non sono gli ultimi arrivati e nel ranking Fifa sono addirittura 13°, poco sopra proprio gli azzurri. Eppure, in un clima di entusiasmo generale per una delle nazionali più belle degli ultimi anni, oltralpe c’è chi non sembra molto apprezzare le performance di Bonucci e compagni. Fabien Barthez e Patrick Vieira, due ex “Bleu”, invece di complimentarsi, si lanciano in quelle che assomigliano molto alla versione calcistiche delle profezie fassiniane. “L’Italia?” sentenziano. “Vince solo con le piccole. Uscirà presto.” Risultato? Tempo dieci giorni e la Francia uscirà mestamente dagli Europei annunciati come quelli della consacrazione con il rigore sbagliato del Pallone d’oro predestinato Mbappé. Il tutto proprio contro nientedimeno che… la Svizzera. Quando si dice il karma.

Saka Inghilterra le sue parole sui social razzismo
Foto IPP/ ImagoSport/Frank Hoermann/SVEN SIMON
Londra 07/07/2021
Calcio Campionati Europei Euro 2020 – semifinale –
Inghilterra-Danimarca 2-1
nella foto Bukayo SAKA
– WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET – Italy Photo Press –

E siamo all’11 luglio, la notte della Finalissima, alla quale l’Italia arriva da migliore del torneo contro la squadra di casa nel suo tempio, Wembley. Dopo 120′ di emozioni (poche), paura (tanta) ed errori (soprattutto), il match si trascina ai rigori, dove Donnarumma fa il fenomeno e regala all’Italia quell’Europeo che mancava addirittura dal 1968, gelando uno stadio pieno in quasi ogni ordine di posto, nonostante il Covid. E, al momento della premiazione, i giocatori inglesi, sprezzanti, salvo rarissime occasioni, si sfilano dal collo la medaglia d’argento per il secondo posto, dimostrando di essere addirittura meno capaci di perdere di quanto non lo siano a vincere. Tutto finito qui? Nient’affatto, perché meno di 24 ore dopo dall’Inghilterra parte una petizione delirante per chiedere all’Uefa di rigiocare la finale a causa della mancata espulsione di Chiellini per l’ormai celeberrima tirata di maglia su Saka. Credo non serva aggiungere altro.

jacobs malagò ius soli sportivo necessario per gli italiani ius soli la lega si oppone

Infine, siamo ormai a domenica 1 agosto, allo stadio olimpico di Tokyo, in una giornata che l’Italia sportiva (e non solo) non potrà mai più dimenticare. Nel giro di 11 minuti, prima Gimbo Tamberi salta fino a 2.37 laureandosi campione del salto in alto e poi Marcell Jacobs, il carneade azzurro, vola in 9 secondi e 80 verso una storica medaglia d’oro nella gara regina delle Olimpiadi, i 100 metri, là dove l’Italia non aveva mai messo il naso oltre la semifinale. Un’impresa epocale, sbattuta in faccia all’americano Kerley, mentre il britannico Hughes è stato squalificato per una partenza falsa prima ancora di cominciare la sua gara. Le reazioni? Apoteosi in Italia, e non poteva essere altrimenti, mentre oltreoceano e oltreManica, da tre differenti testate americane e inglesi, arrivano altrettanti pezzi (o direttamente tweet) nei quali si insinua senza troppo girarci intorno che c’è qualcosa di strano e di anomalo nell’improvviso exploit di Jacobs e che, alla luce delle esperienze passate, non si può del tutto escludere che il doping c’entri qualcosa. Il tutto ovviamente senza uno straccio di prove né, è chiaro, un minimo di decenza.

D’altra parte, se c’è una cosa che abbiamo imparato in questa folle estate italiana, mentre riscoprivamo quel po’ di sano orgoglio nazionale che qualche politico per anni ha provato a strapparci di dosso (senza riuscirci), è che tutti sanno vincere, ma sono pochissimi quelli che sanno perdere con dignità. E, tutto sommato, fa ancora più godere.