Opinioni

Dal colonnello Antonio Intorcia riceviamo e pubblichiamo

neXt quotidiano|

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Si avvia alla conclusione con un’archiviazione per il colonnello Antonio Intorcia l’indagine che era stata illustrata in un servizio di Report dal titolo “Finché c’è guerra c’è speranza”. Erano quindi destituite di fondamento le ipotesi allora formulate nell’indagine e nel servizio televisivo riguardo un collegamento con campi di addestramento di milizie e per il trasporto d’armi.

D’altro canto il colonnello Intorcia ci aveva fatto sapere in una lettera che abbiamo ricevuto e che pubblichiamo che “in questa storia c’è stato molto dell’immaginario, dell’assurdo e del fantasioso, tutto tratto pervenuto probabilmente da personaggio malati di mitomania e/o interessati a diffondere informazioni tali da avere come fine una pubblicità personale”. Andrea Pardi invece è stato arrestato il 31 gennaio 2017 per traffico internazionale di armi. Per Intorcia, dopo una vita e una carriera specchiata fino al grado di colonnello dell’aeronautica, l’archiviazione sarà l’occasione per la soddisfazione del ristoro del prestigio, della dignità e dell’onore.



 
 
Per quanto riguarda il merito della questione, abbiamo già segnalato che Intorcia imputa di aver “tracciato connivenze” tra lui e uno della mala del Brenta mentre il sommario dell’articolo in questione, dove in effetti c’era questo accostamento, riepilogava semplicemente i personaggi della presentazione del servizio di Report. Non vi era poi alcuna malizia nel titolo di paragrafo “Antonio Intorcia e la Società Italiana Elicotteri” ma la motivazione della scelta del testo era semplicemente che in quel paragrafo si parlava prima del colonnello e poi della società (anche gli altri paragrafi hanno questa struttura). Infine, nell’unico punto dell’articolo in cui era citato il colonnello si segnalava come lui negasse recisamente di essere a conoscenza della vicenda.