Politica

La ministra Dadone fa il test del capello per festeggiare l’assoluzione di Walter De Benedetto

Lo aveva già proposto e nessun politico aveva aderito. Ora, dopo l’assoluzione di Walter De Benedetto la ministra Fabiana Dadone fa di più. Si sottopone per prima al test del capello. Chi la critica per le sue posizioni sulla liberalizzazione della cannabis farà ancora finta di niente?

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La ministra per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone è da settimane nel mirino del centrodestra per le sue posizioni a favore della legalizzazione della cannabis. Aveva proposto ai politici di effettuare il test antidroga e nessuno aveva aderito. Ora, dopo l’assoluzione di Walter De Benedetto, che ha coltivato cannabis solo per curarsi, fa di più. Si sottopone per prima al test del capello e rilancia la sua proposta a chi la denigra. Anche questa volta non risponderà nessuno?

La ministra Dadone fa il test del capello per festeggiare l’assoluzione di Walter De Benedetto

“Oggi è un giorno storico”. In un lungo post su Facebook la ministra per le Politiche giovanili, commenta l’assoluzione di Walter De Benedetto che, ricorda, “aveva allestito una serra di marijuana per usare la sostanza a scopo terapeutico e lenire i dolori. ‘Quella serra non era reato’ e quindi oggi è arrivata l’assoluzione perché ‘il fatto non sussiste'”. “Questa sentenza è naturale, ovvia, scontata così come sono irrazionali le argomentazioni di chi dice che i malati hanno accesso alla cannabis terapeutica in Italia e che va tutto bene. In Italia ad oggi i malati sono costretti a battaglie legali perché abbiamo troppi legislatori che rifiutano pregiudizialmente un confronto nel merito. Oggi mi sento di festeggiare questa sentenza – spiega la ministra Dadone – e lo faccio con un test antidroga del capello. Invito per l’ennesima volta a un atto di coerenza pubblica i detrattori della legalizzazione della marijuana che ritengono ‘cattivi maestri’ quelli a favore. Abbiate #unfilodicoerenza e fatelo anche voi dimostrando che non c’è ipocrisia in questa vostra posizione”.

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“Posso non assumere sostanze stupefacenti ed essere a favore della legalizzazione della marijuana, posso essere eterosessuale ed essere a favore dei diritti lgbt – sottolinea Dadone – Non abbiamo bisogno di vivere direttamente un’esperienza per comprenderla, per empatizzare con chi soffre ogni giorno in silenzio i soprusi di una mentalità violenta e repressiva. Non siamo noi quelli sbagliati, non siamo noi i criminali e spesso è proprio chi vive di questa linearità di pensiero a nascondere una frustrazione, un segreto. Non abbiate paura e se siete contro la legalizzazione e contro i diritti per chi soffre argomentate le vostre idee senza slogan, senza violenza e senza pregiudizi. Fate un passo verso il confronto, non è mai una mossa sbagliata. Walter oggi non è stato un cattivo maestro, anzi. Voi potete dire lo stesso?”, conclude.