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Da Verona a Bolzano per una cena al ristorante

Come aggirare la chiusura dei ristoranti alle 18? Nelle ultime ore si assiste a un esodo da Lombardia e Veneto per arrivare nella provincia autonoma di Bolzano che tiene aperti i locali fino alle 22.

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Come aggirare la chiusura dei ristoranti alle 18? Nelle ultime ore si assiste a un esodo da Lombardia e Veneto per arrivare nella provincia autonoma di Bolzano che tiene aperti i locali fino alle 22. Due ore di macchina per una cena al ristorante, racconta Repubblica

Effetto della prima sera da disobbedienti: migrazione discreta di coppie, amici e famiglie in crisi d’astinenza di polenta e capriolo, fuggite da Veneto, Lombardia, Austria e pure Svizzera. Conseguenza: rabbia, proteste e denunce di «concorrenza sleale» per i clienti scippati da parte dei ristoratori costretti alla pandemica serrata subito al di là dei confini regionali. «Li capisco – dice Alfio Ghezzi, chef del ristorante dentro il Mart di Rovereto – ma l’errore è aver chiuso altrove, non l’aver permesso di lavorare qui. L’emergenza sanitaria durerà mesi: non è sostenibile affrontarla distruggendo l’economia legata al cibo. Servono norme su misura, luogo per luogo. Io resto un cuoco: o posso farlo e non sono altro». Per questa umiliazione, specie tra i vicini, monta la rivolta. In serata, lungo il lago di Garda, colonne di gastro-dissidenti fanno la spola tra le sbarrate località turistiche veneto-lombarde e quelle trentine distanti pochi chilometri, dove cenare si può. Stessa processione sulla corsia sud dell’Autobrennero: per chi entra in Italia dal resto d’Europa, camionisti compresi, Alto Adige e Trentino sono l’ultima locanda prima di uno sconosciuto Belpaese take-away. «Qui la settimana prossima è vacanza – dice Willy, chef del Vogele – e arriva il weekend di Ognissanti. Cominciano a prenotare i tavoli da tutto il Nord. Devo dirlo, è una boccata d’ossigeno».

Sarà necessario arrivare a vietare gli spostamenti tra regioni tra pochi giorni?

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