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Tutti a cena al ristorante in Alto Adige

Diversamente dal livello nazionale, in Alto Adige i bar dovranno chiudere alle 20 e i ristoranti alle 22, ma dalle 18 la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo

locali ristoranti coronavirus

Il numero delle persone positive al Covid-19 sta rapidamente aumentando in tutta Europa, in tutta Italia e in tutto l’Alto Adige. Dobbiamo intervenire subito con misure più incisive per fermare la catena dei contagi e ridurre la pressione su ospedali e strutture sanitarie, cercando comunque di salvaguardare il più possibile scuole e attività economiche”. Con queste parole il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha sintetizzato la situazione durante la seduta in video-conferenza della Giunta provinciale svoltasi nella tarda mattinata di ieri  una volta resi noti i contenuti del nuovo Dpcm emanato dal governo nazionale. L’esecutivo di Palazzo Widmann ha deciso di elaborare una nuova ordinanza che sarà in vigore in tutto il territorio provinciale a partire da domani (lunedì 26 ottobre) sino al 24 novembre. ”Di fatto – spiega Kompatscher – reperiremo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio”.

Tutti a cena al ristorante in Alto Adige

Diversamente dal livello nazionale, in Alto Adige i bar dovranno chiudere alle 20 e i ristoranti alle 22, ma dalle 18 la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo, con posti assegnati ed un massimo di 4 persone per tavolo, eccezion fatta per i familiari conviventi. Vi sarà, inoltre, il divieto tassativo di consumazione in piedi, sia nei pressi dei locali, sia sul suolo pubblico”. Tra le 23 e le 5, gli spostamenti al di fuori del proprio domicilio saranno possibili solo con autocertificazione e per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre, anche durante il resto della giornata, viene fortemente raccomandato di ridurre al minimo indispensabile tutti gli altri spostamenti e gli incontri con persone non conviventi.

 

”Siamo consapevoli del fatto che queste misure, che in alcuni casi sono più stringenti rispetto a quelle del resto d’Italia, incidono purtroppo in maniera drastica sulle nostre libertà individuali – commenta Kompatscher – ma l’esigenza irrinunciabile di tutelare la salute pubblica ci impone di intervenire per bloccare alla fonte le radici del contagio, che si dimostrano sempre più spesso legate a feste e occasioni di ritrovo”. I servizi di trasporto pubblico di linea proseguiranno secondo gli orari previsti, ma con una capienza massima pari all’80% dei posti.

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