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I genitori che non volevano vaccinare la figlia prima del “colloquio” condannati a pagare le spese

cuneo vaccini de bellis becci

Nel febbraio scorso erano emersi una serie di casi di ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte provenienti dalla provincia di Cuneo, dove alcuni bambini erano stati esclusi dall’asilo perché non erano stati vaccinati dai genitori. Tra questi c’erano anche i genitori di una bambina di cinque anni assistiti dagli avvocati Alessandro De Bellis e Pietro Becci, i quali sostenevano che la scuola non avesse potere per escludere la bambina, ma che doveva invece attendere la conclusione dell’iter vaccinale di esclusiva competenza dell’Asl. Secondo i legali la sola domanda di colloquio bastava a far riammettere la bimba.

I genitori che non volevano vaccinare la figlia condannati a pagare le spese legali

Già all’atto dell’iscrizione i genitori avevano dichiarato che la figlia non era stata sottoposta alle vaccinazioni; l’ASL di Cuneo li aveva allora convocati e loro avevano risposto con una raccomandata in cui affermavano solo di “aderire all’invito al colloquio per la vaccinazione”. Il 15 settembre la coppia era andata all’Asl, senza portare con sé la bambina. A gennaio avevano fatto ricorso al Tar. Il 15 febbraio scorso il tribunale aveva respinto la domanda cautelare perché ” il ricorso non presenta profili di fumus boni iuris, e la minore, per poter essere riammessa alla frequenza scolastica, dovrà essere sottoposta alle vaccinazioni obbligatorie senza la necessità dei colloqui preventivi pretesi (illegittimamente) dai genitori”. I giudici avevano anche fatto notare agli avvocati dei genitori che “il “colloquio” previsto dalla norma invocata dai ricorrenti non costituisce un adempimento preliminare alla vaccinazione, ma un adempimento preliminare alla comminatoria della sanzione amministrativa, una volta accertato l’inadempimento dell’obbligo vaccinale”, definendo quindi infondato l’argomento portato a difesa.

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A luglio la bimba non era ancora stata vaccinata ma i genitori volevano comunque una decisione nel merito per chiedere eventuali risarcimenti. I giudici si sono pronunciati condannando i genitori a rifondere le spese di lite alla scuola: dovranno pagare 2500 euro. “Ma il Tar, con questa sentenza pilota — spiega a Repubblica l’avvocato Vittorio Barosio che ha patrocinato l’asilo con la collega Serena Dentico — ha condannato i genitori a rifondere le spese di lite, stabilendo che per frequentare la scuola devi avere la documentazione di vaccinazione, oppure una richiesta di appuntamento all’Asl per venire immunizzato”. Una sentenza pilota anche per le altre cause della zona.

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