Economia

Cosa c’è dietro Di Maio che taglia il cuneo fiscale

luigi di maio cuneo fiscale

È stato firmato il decreto interministeriale che “abbassa in media del 32% le tariffe Inail”. Lo annuncia una nota del ministero del Lavoro, ricordando che si tratta di “uno sgravio importante per le aziende che lo aspettavano da 20 anni”. Oggi, spiega il ministro Luigi Di Maio, “iniziamo ad abbassare il cuneo fiscale per le imprese, oltre 500 milioni di euro di risparmi per le aziende dalla revisione delle tariffe Inail nel 2019″.

Cosa c’è dietro Di Maio che taglia il cuneo fiscale

Ma che effetto concreto avrà questo taglio di cinquecento milioni del cuneo fiscale attraverso il taglio delle tariffe INAIL? Il presidente del Civ Inail, Giovanni Luciano, in una nota è piuttosto aggressivo: “Non è il taglio delle tariffe Inail alle imprese il problema, lo è il grave taglio agli incentivi alla prevenzione per 100 milioni di euro l’anno”.

Spiega Luciano in una nota: “Lo è anche il grave taglio di 50 milioni l’anno per la premialità alle imprese virtuose. Norme varate, incredibilmente, per ‘compensare’ la riduzione delle tariffe. Con un bilancio che per il 2018 rischia di sfiorare un utile di 2 miliardi di euro! Come può essere? Nel bilancio dell’Inail – prosegue nel ragionamento – vi sono altri ampi spazi per compensare la riduzione delle tariffe, migliorando anche in modo più equo le prestazioni agli infortunati sul lavoro, come ha detto ufficialmente il CIV Inail già dal 18 aprile 2018 con il varo delle sue Linee di Mandato: miglioramento delle prestazioni per gli infortunati e riduzione delle tariffe; potenziamento della ricerca e della prevenzione; potenziamento della vigilanza”. Questo perché a fronte del taglio, per non danneggiare le finanze dell’Istituto, con il comma 1126 della Legge di Bilancio, il governo ha modificato il testo unico Inail abbassando i risarcimenti spettanti ai lavoratori.

L’Unione Europea e il carico fiscale sulle imprese aumentato

E le dimensioni medie di questo taglio del cuneo fiscale? Per avere una buona proporzione basti ricordare che il governo Letta venne pesantemente criticato per aver tagliato il cuneo fiscale per un totale di 14 euro al mese, e quel provvedimento pesava per 1,4 miliardi di euro annui. Questo pesa per 500 milioni. Dulcis in fundo, la Commissione europea nel suo Contry report sull’Italia ha detto che il decreto fiscale e la manovra di bilancio per il 2019 hanno portato a “un aumento temporaneo del carico fiscale sulle imprese a un livello aggregato”.

L’esecutivo comunitario, inoltre, sottolinea che il sistema fiscale italiano pesa sopratutto su lavoro e capitale, mentre altre fonti di entrate sono sottoutilizzate. Il carico fiscale sul Pil al 42,1% è sopra la media Ue. Il cuneo fiscale sul lavoro, al 47,7% è “uno dei più alti” di tutta l’Ue. Per contro, le entrate dall’Iva sono relativamente basse a causa dell’evasione e dell’ampio uso di tassi ridotti. Gli sforzi dell’Italia per spostare il carico della tassazione dal lavoro al patrimonio e per ridurre la complessita’ del sistema fiscale “rimangono limitati”, dice la Commissione.

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