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Crisanti e il focolaio alla caserma Serena gestito male

«Sicuramente quel focolaio è stato gestito molto male. Bisognava separare subito i casi positivi dagli altri, invece la caserma è diventata una sorta di Diamond Princess, la nave da crociera in Giappone con oltre 700 positivi».

andrea crisanti

Andrea Crisanti, “zanzarologo” della Regione Veneto, a colloquio oggi con il Gazzettino critica la gestione del focolaio alla Caserma Serena di Treviso:

Come bisogna valutare il fatto che comunque i nuovi casi positivi, su base settimanale, in Italia siano in aumento, sia pure non come negli altri paesi europei? Abbiamo a che fare con oltre ottocento focolai.
«Penso che i focolai siano destinati ad aumentare sia per numero sia per dimensioni. E questo avverrà soprattutto verso la fine delle stagione estiva e inizio autunno. L’obiettivo è far sì che rimangano focolai e non trasmissione diffusa. Con la trasmissione diffusa non saremmo in grado di controllare la situazione».

Ecco, per evitare lo spettro della trasmissione diffusa contano anche i comportamenti personali. Un po’ come quando, di fronte a un incremento degli incendi, si lanciano appelli perché il cittadino non butti il mozzicone di sigaretta. Oggi non usare la mascherina o non rispettare il distanziamento è come buttare un mozzicone tra le sterpaglie. Prima o poi il grande incendio arriva.
«Proprio così. Il raggiungimento dell’equilibrio, nella convivenza con il coronavirus, dipende in parte dal comportamento dei singoli cittadini, in parte dalla capacità del sistema sanitario nazionale nell’individuare i focolai, circoscriverli, facendo i tamponi velocemente a tutti i contatti».

caserma serena treviso

La preoccupa il Veneto, a partire dal numero molto alto di positivi nell’ex caserma di Treviso che ospita immigrati?
«Sicuramente quel focolaio è stato gestito molto male. Bisognava separare subito i casi positivi dagli altri, invece la caserma è diventata una sorta di Diamond Princess, la nave da crociera in Giappone con oltre 700 positivi».

Però è un focolaio circoscritto in un luogo chiuso che non dovrebbe diffondere il contagio.
«Sì, però mi scusi, non mi pare un’attenuante: sono esseri umani pure loro».

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