Opinioni

COVID-19 e carica virale: il pessimo “documentino” firmato da dieci luminari

Come tutti sappiamo si è scatenata una prevedibile guerra dopo il lockdown tra ottimisti e pessimisti. Niente di inaspettato se non fosse che questa guerra sciocca ha visto la contrapposizione di notissimi medici e ricercatori che sono arrivati allo scontro personale sui social e sui media, con tutto quell’armamentario di ripicche, offese gratuite, messaggi trasversali e cadute di stile, che sarebbe più consono alle polemiche fra tronisti di Maria De Filippi. Questo ovviamente è avvenuto con somma gioia di molti media che gli scontri li inventano quando non sono reali, figuriamoci come ci possono sguazzare quando sono autentici e documentabili.

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Mi preme quindi ricordare alcune banalità:

1. Sui media si fa divulgazione scientifica non si ricercano le “verità” scientifiche, le quali, ovviamente, sono indipendenti dalle simpatie del pubblico per questo o quel personaggio e si formano nelle sedi opportune.

2. Qualunque esperto ha diritto a esprimere opinioni su questioni incerte o dibattute. Ma, data la delicatezza del tema, onestà intellettuale e serietà personale vorrebbero che si facesse estrema attenzione a separare in modo cristallino per il pubblico le ragionevoli certezze, le opinioni personali e le diverse letture possibili dei fenomeni che hanno originato queste opinioni (in parole povere lo devi dire che il fenomeno x potrebbe avere una pluralità di spiegazioni).

3. Le certezze granitiche (se non fondate su solide evidenze scientifiche) lasciamole a Fragolina89 e Manzo78. Insegniamo alle persone che esistono diversi scenari possibili e differenti azioni da intraprendere sulla base di costi/benefici stimati. Direi che figure di m… ehm di palta ne abbiamo viste abbastanza.

4. Le gare a chi ha l’H-index più lungo, chiedo scusa intendevo più alto, sono stucchevoli e contrarie a ogni principio a cui si dovrebbe uniformare il metodo scientifico. Il principio di autorità lo abbiamo per fortuna abbandonato da qualche tempo, lo possiamo tollerare come esercizio ironico se rivolto ai soliti Fragolina89 e Manzo78, non nel dibattito tra scienziati per fare colpo sui rispettivi fan.

Veniamo ora al “documento scientifico” (anzi al documentino) firmato dai dieci luminari. Di questi luminari non discuto le competenze ma mi permetto di mettere in dubbio la loro intelligenza emotiva e il loro buonsenso. Si tratta di dieci medici e ricercatori ascrivibili alla fazione degli “ottimisti” (i nomi li avrete sentiti nominare più volte, i vari Bassetti, Zangrillo, Clementi, Remuzzi, ecc.), i quali si definiscono scientificamente indipendenti (ah! Gli altri sarebbero scientificamente dipendenti?).

Ora, perché si elabora un documento pubblico del genere? Si può elaborare per sollecitare i decisori politici a intraprendere determinate azioni, oppure per invitare i cittadini a seguire determinati comportamenti, o, ancora, per ribadire evidenze scientifiche misconosciute o suggerire interpretazioni dei fatti. Ebbene, in questo documento non vi sono solleciti o inviti di sorta a nessuno, né vengono ribadite verità scientifiche misconosciute, né si suggeriscono interpretazioni di fenomeni. Non si dice nulla di nulla. Si tratta di puro posizionamento mediatico con cui si istillano suggestioni non espresse in modo esplicito, o, alternativamente, io lo interpreterei anche come un messaggio del tipo “siamo tanti, siamo cazzuti, abbiamo l’H-index dalla nostra, quindi attenti a non contrastarci perché abbiamo più fan di tutti”. Andiamo nel merito linkando direttamente la pagina Facebook del prof. Bassetti:

“Evidenze cliniche non equivoche da tempo segnalano una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomatologia”.

Ok, chi contesterebbe la cosa? Forse volevano dire in proporzione a quelli con sintomatologia lieve? Benissimo, esistono molte spiegazioni per questo fatto per quale propendono i luminari? Non lo dicono.

“Il ricorso all’ospedalizzazione per sintomi ascrivibili all’infezione virale è un fenomeno ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici.”

Anche in questo caso chi dubiterebbe che le ospedalizzazioni sono sempre più rare? Non spiegano bene, tra l’altro, come mai gli asintomatici dovrebbero essere ricoverati, ma smanettando un po’ su Facebook si scopre la spiegazione che vi risparmio per brevità. Diciamo che se il documento doveva essere indirizzato al pubblico, un po’ di chiarezza in più e di testosterone in meno sarebbero stati desiderabili.

“Le evidenze virologiche, in totale parallelismo, hanno mostrato un costante incremento di casi con bassa o molto bassa carica virale. Sono in corso studi utili a spiegarne la ragione.

Al momento la comunità scientifica internazionale si sta interrogando sulla reale capacità di questi soggetti paucisintomatici e asintomatici di trasmettere l’infezione.”

Finito il documento. Rivoluzionario vero? Una serie di dati banali a cui non viene associata alcuna spiegazione, ipotesi o lettura. Nemmeno viene indicata la metodologia con cui questi dati sono stati raccolti per avvalorare delle supposizioni che comunque neanche compaiono. Persino l’ipotesi per cui il virus abbia avuto mutazioni significative tali da renderlo meno “aggressivo” (ventilata da alcuni dei firmatari giorni fa in modo non limpido perché fatta passare per certezza) è lasciata prudentemente da parte. Ci dicono solo che la comunità scientifica sta indagando.

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Ma possono dieci luminari ridursi a sottoscrivere un documentino che, di fatto, non contiene inviti o solleciti a fare qualcosa? Che non sostiene ipotesi o supposizioni che si vogliono portare all’attenzione di qualcuno? Che neanche smentisce qualche argomentazione che si considera fallace? È un puro marcamento del territorio a scopo mediatico per suggerire (diciamocelo) che “gli altri” sono troppo prudenti e per fare contenti gli accoliti. È inutile dire che i fan commentano il documentino con lo stesso entusiasmo dei tifosi della curva sud quando la propria squadra fa un goal all’ultimo minuto. Uno spettacolo abbastanza desolante specie perché anche alcuni negazionisti si sentono legittimati a interpretare il documento come un punto a loro favore.

È mia opinione che i dieci luminari, infervorati da meschine rivalità personali e/o da eccesso di protagonismo, abbiano preso un grosso granchio comunicativo che porterà poco onore alle loro figure, non tanto come scienziati, sia chiaro, ma come persone.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.