Economia

Così le infrastrutture al Sud spingono il PIL del Nord

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Il Rapporto Svimez 2018 sull’economia del Mezzogiorno che sarà presentato a novembre, anticipato oggi dal Messaggero, riporta un’analisi interessante che riguarda il rapporto tra gli investimenti e i consumi al Sud e la crescita del prodotto interno lordo del Nord del paese. La  domanda interna del Sud, stando all’analisi Svimez, attiva circa il 14% del Pil del Centro-Nord. Come dire, spiega il direttore di Svimez Luca Bianchi al Messaggero, che «la domanda espressa dai consumatori meridionali per beni di consumo e di investimento ha dato luogo a una produzione del Centro-Nord pari a circa 180 miliardi, 177 per la precisione». Un’enormità se si pensa che stiamo parlando di un numero che vale il 50% dell’export, cioè metà della ricchezza che la domanda estera attiva nel Centro-Nord.

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Il rapporto della crescita Nord-Sud (Il Messaggero, 9 settembre 2018)

Insomma, i trasferimenti di risorse pubbliche dal nord al sud del paese poi generano flussi di risorse di ritorno proprio verso il settentrione, perché il Mezzogiorno è un primario mercato di sbocco dell’industria settentrionale. Ma anche perché il risparmio meridionale è impiegato per finanziare investimenti meno rischiosi e più redditizi nel Centro-Nord, dice il Rapporto. Senza contare che l’emigrazione di giovani, studenti o lavoratori, alimenta l’accumulazione di capitale umano prezioso nelle regioni settentrionali. E quindi, se nel 2019 la negoziazione con Bruxelles consentisse un margine di flessibilità sugli investimenti, pari allo 0,3% del Pil, si avrebbero 4,5 miliardi in più da investire in Infrastrutture del Mezzogiorno. Una dote preziosa che potrebbe fruttare quasi un punto di Pil in più per il Sud.«L’incremento associato al Pil 2016 sarebbe dello 0,8% per il Mezzogiorno, dello 0,2% per l’intero Paese e dello 0,1% per il Centro-Nord», conclude Bianchi con il quotidiano romano.

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