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Così il M5S ha fregato Serenella Fucksia

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«Quando c’è una violazione così smaccata del regolamento, parliamo di rendicontazioni mancanti dall’aprile scorso, non c’è bisogno del passaggio in assemblea. Sarebbe pleonastico»: parole e musica di Roberta Lombardi nell’intervista rilasciata ad Annalisa Cuzzocrea su Repubblica. Ma quello che più interessava, qui, era più che altro la domanda: «Il regolamento prevede che sia l’assemblea congiunta dei parlamentari a proporre l’espulsione di chi viola le regole, a maggioranza, e che poi una votazione del blog la ratifichi. Perché non è stato così?», le aveva chiesto la giornalista. E in effetti la domanda è intelligente, talmente intelligente da gettare una luce nuova sulla vicenda dell’espulsione di Serenella Fucksia, ieri votata a stragrande maggioranza sul blog di Beppe Grillo. Con un dettaglio: quel voto sarebbe dovuto arrivare dopo un altro voto che però non c’è stato. E tempi e modalità dell’accaduto sono piuttosto curiosi.

Così il MoVimento 5 Stelle ha fregato Serenella Fucksia

I parlamentari di Beppe Grillo si sono infatti dotati di un regolamento, regolarmente pubblicato sul blog, che descrive anche le modalità di espulsione dei parlamentari: «I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza». La Lombardi parla di “violazione smaccata del regolamento” nell’intervista alla Cuzzocrea; ma a smentire quello che afferma è proprio il regolamento che parla di palesi violazioni, e dice proprio che se queste dovessero verificarsi i parlamentari possono proporre un’espulsione “a maggioranza”, che deve essere ratificata da una votazione on line. “A maggioranza” vuol dire che deve esserci una votazione tra i parlamentari prima che ci sia quella del popolo del blog.

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Il regolamento per i parlamentari sul blog di Beppe Grillo

E come mai questa votazione non c’è stata? Posto che il motivo segnalato dalla Lombardi non pare rilevare proprio perché il regolamento parla di “palesi violazioni”, forse dare uno sguardo al calendario e rimettere insieme i pezzetti di notizie usciti a brandelli durante la giornata di ieri potrebbe aiutare. Alla Fucksia il MoVimento 5 Stelle imputa di non aver rendicontato e restituito a tempo debito. Il 4 dicembre, però, come dimostra questo link su webarchive, erano in molti a non aver rendicontato. Nel frattempo gli altri parlamentari si mettono in regola ma la Fucksia no, «nonostante i diversi solleciti inoltrati con scadenze in data 8, 21 e 26 dicembre». E qui, è evidente, la senatrice marchigiana si mette dalla parte del torto. Nel frattempo passa il week end e la Fucksia non è ancora in regola. Ma c’è anche un altro dato da considerare: Camera e Senato sono chiusi e riapriranno ufficialmente le porte l’11 e il 12 gennaio. Quindi per votare de visu sarebbe necessario che senatori e deputati tornassero a Roma, per rispettare le regole. L’alternativa sarebbe organizzare un voto on line con un dibattito virtuale tra tutti i parlamentari, quindi anche la Fucksia che avrebbe così la possibilità di difendersi. Ma nulla di tutto questo è stato organizzato. Un’altra alternativa poteva essere organizzare il voto per l’11 o il 12 gennaio, al ritorno di tutti i parlamentari. Ma a quel punto magari la Fucksia si sarebbe messa in regola con i rendiconti (ieri, ha scritto su Facebook, ha effettuato il bonifico e rendicontato durante la votazione) e sarebbe stato impossibile espellerla… Ma qual è la parte divertente della storia?

La parte divertente della storia

La parte divertente della storia è che di tutto ciò Serenella Fucksia non si è nemmeno accorta. La senatrice, che oggi ha rilasciato molte interviste sulla sua espulsione, non ha mai citato il regolamento per contestare le modalità di votazione e il mancato rispetto delle regole. Anche se questo potrebbe portare all’annullamento della “sentenza” di espulsione. No, Serenella Fucksia ha preferito parlare di oscuri complotti ai suoi danni. Nell’intervista rilasciata alla Cuzzocrea nemmeno ha risposto alla domanda, concentrata com’era ad accusare il senatore Michele Mario Giarrusso per la sua espulsione:

«Mi hanno chiamata dalla Comunicazione per dirmi “Serenella, sbrigati, mettiti in regola con le rendicontazioni perché Giarrusso userà questo pretesto per espellerti”».
Aveva avuto problemi con Mario Giarrusso, l’attuale capogruppo?
«Con lui e con altri. Sono una che non scende a compromessi e dice quello che pensa, ma quella della rendicontazione è una patetica scusa. Sapevano che ero in difficoltà perché il collaboratore che se ne occupava non è più con me. Stavo per completarla, adesso ho finito. Molti lo hanno fatto il 23 dicembre, davvero bastano pochi giorni di differenza per cacciare una persona?».
Non c’è stato un passaggio nell’assemblea dei parlamentari, come da regolamento. Sono stati Grillo e Casaleggio a mandarla via?
«Mi dispiace per Beppe e Gianroberto, ho un ottimo rapporto con loro, ma credo non si rendano conto di chi hanno imbarcato. Oormai ci si massacra anche dentro ai meet up. Da quando sono arrivati il potere e i soldi il Movimento ha cambiato natura».

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Il regolamento del gruppo del MoVimento 5 Stelle pubblicato dal Senato

In quella rilasciata ad Emanuele Buzzi sul Corriere ha parlato di opposizione fittizia e morbida a causa del rinnovo di cariche al Senato e poi ha detto che non era una votazione da farsi, ma senza far notare la palese violazione del regolamento:

«Perché il Movimento ha deciso di fare una mozione contro Maria Elena Boschi e non contro il governo? Perché farla alla Camera e non al Senato dove i numeri sono diversi? Insomma, perché fare una opposizione così fittizia, morbida? A pensare male forse perché tra poco si devono rinnovare alcune cariche a Palazzo Madama?».
Lei ha puntato l’indice contro Giarrusso…
«Certo. Vorrei sapere: chi ha deciso la linea? Due-tre persone senza arte né parte che vogliono solo un po’ di potere».
Cosa insinua?
«Io dico solo che ho mosso delle critiche e per questo sono stata ostacolata».
Ha sentito Beppe Grillo o Gianroberto Casaleggio? Ha parlato di «vertici fuori controllo». Perché?
«Perché non era una votazione da farsi. Ed è logico credere che se è finita sul blog ci sia anche il loro benestare, ma con loro ho un rapporto di stima, leale. Io le mie rimostranze le ho sempre espresse, ma credevo che ciò dovesse essere un valore aggiunto per il Movimento».

E Giarrusso cosa dice? Sulla sua pagina Facebook l’accusato di complotto ai danni della Fucksia ha insultato l’agenzia di stampa Ansa parlando di bugie e cattiva stampa e spiegando: «Se la Senatrice Fucksia sarà espulsa, lo sarà per non aver rispettato gli impegni di rendicontazione col movimento, malgrado gli innumerevoli solleciti e diffide. Una sua “messa in regola” successiva alla indizione della consultazione è solo un atto tardivo e provocatorio».

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Il post di Giarrusso sulla Fucksia

Solo che c’è un problema in tutto ciò: la risposta di Giarrusso in cui il senatore chiama in causa i voti della Fucksia invece che i rendiconti c’è davvero, ed è davvero una risposta a un utente come aveva scritto l’ANSA:
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La risposta di Giarrusso a un utente sulla Fucksia riferita dall’ANSA

Come mai allora Giarrusso ha parlato di cattiva stampa? Perché voleva invece sottolineare che il motivo dell’espulsione della Fucksia non fossero i suoi voti e le sue prese di posizione in dissenso dal gruppo, ma la questione dei rendiconti. Eppure i tempi e il regolamento ignorato ci dicono che in effetti la Fucksia si sarebbe facilmente salvata o comunque avrebbe potuto contestare la regolarità della procedura. A patto che lo volesse davvero. Peccato che non se ne sia accorta, eh?

Leggi sull’argomento: Perché il processo di Grillo alla Fucksia è stalinista