Economia

Così il Campidoglio ha "dimenticato" di spendere 700 milioni in opere pubbliche

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Settecento milioni di opere pubbliche saltate. Mentre Virginia Raggi e Gianni Lemmetti si autoelogiano perché hanno chiuso il bilancio in tempo con la legge sugli Enti Locali, come già era successo all’epoca della Giunta Marino, il Messaggero spiega oggi come è stato ottenuto questo risultato: evitando di spendere 700 milioni di euro disponibili per le opere pubbliche.  Cioè mezzo punto di Pil nazionale, che potrebbe servire per costruire strade, riammodernare la flotta degli autobus o migliorare il welfare.

Così il Campidoglio ha “dimenticato” di spendere 700 milioni in opere pubbliche

Ma che invece non è stato utilizzato per incapacità progettuale e ritardi burocratici. Da Palazzo Senatorio trapela la notizia che “l’overshooting” sarebbe pari a quasi il 70 per cento del miliardo totale che lo scorso anno si doveva impegnare sugli investimenti per progetti con una valenza triennale.

Numeri ancora più preoccupanti se si pensa che Roma Capitale destina appena un quinto del suo bilancio complessivo (da 5 miliardi di euro) per lo sviluppo. Senza dimenticare che l’overshooting nel 2017 si era attestato a mezzo miliardo di euro e nel 2018 a 380 milioni. Il trend quindi peggiora.

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Le principali opere saltate a Roma (Il Messaggero, 3 gennaio 2019)

Quali sono le opere saltate?

Soltanto guardando all’ultima variazione di bilancio approvata a fine novembre, svettano i 6,8 milioni di euro destinati al completamento per l’accesso della stazione Jonio della linea B1 della Metro, gli 1,4 milioni stanziati per la nuova sede del XV Municipio, gli 1,16 milioni che sarebbero serviti per avviare le nuova tramvia Cavour-Lanza e i 250mila per la futura funivia Battistini Casalotti.

Spostati alle prossime annualità anche 800mila euro per la manutenzione straordinaria via Nairobi, i 722mila diretti alle strade del quadrante di Bravetta, i 515mila per la messa in sicurezza delle aree di superficie in via Como, i 510 per il restyling del parcheggio di scambio di Saxa Rubra o il mezzo milione per fermare lo sgretolamento delle Mura Aureliane.

Infine, scrive ancora il quotidiano romano,  ai quasi 700 milioni di euro, legati però soltanto alla parte in conto capitale, potrebbero aggiungersi altri soldi ancora non impiegati e collegati alla spesa corrente. Cioè principalmente a opere di manutenzione.

Quel che è certo è che tutti questi fondi sarebbero sufficienti a migliorare i trasporti della Capitale, a riempire le buche, a costruire quegli impianti per il trattamento dei rifiuti che rallentano la raccolta di Ama fino a ridurre l’altissima addizionale Irpef e la salata quota di Tari pagata dai romani.

EDIT: Linda Meleo gira su Facebook lasciando lettere di rettifica al Messaggero riguardo l’argomento. Si noti cosa smentisce l’assessora:

linda meleo

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