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Così gli sbarchi fantasma fregano i porti chiusi di Salvini e Toninelli

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Sono gli sbarchi fantasma a dribblare i porti chiusi di Salvini e Toninelli. La Stampa racconta oggi in un articolo a firma di Fabio Albanese che il Viminale ha diffuso alcuni dati dai quali emerge che tra i 2144 migranti arrivati dal primo gennaio al 10 giugno, il 31%, 670 persone, viene della Libia, ma un 25% a testa arriva da Turchia (550) e Tunisia (543) e un altro 10% dall’Algeria. Dalla Tunisia si arriva a Lampedusa e sulle spiagge dell’Agrigentino. Come sbarchi «fantasma» o «autonomi» il Viminale conteggia per quest’anno 815 arrivi (finora) al Sud contro i 930 di un anno fa, con un calo del 12%. Ma questi sono solo i numeri di chi è stato rintracciato, perché non sempre è così.

Secondo uno studio di Matteo Villa (Ispi), nel solo mese di maggio dalla Libia sono partiti 2010 migranti e di questi appena 379 nello stesso periodo in cui al largo c’erano navi delle Ong, mentre i restanti 1631 sono partiti in periodi nei quali le navi umanitarie erano ferme nei porti (sotto sequestro o per manutenzione). Come è avvenuto due fine settimana fa, quando tra migranti recuperati dai libici e riportati indietro, quelli salvati dalla Marina maltese e quelli arrivati in Italia si è toccato quota mille. Questo a smentire ancora una volta il cosiddetto «pull factor» e cioè l’accusa che da anni viene fatta alle Ong di «attirare» i migranti ogni qual volta ci sono loro navi in mare.

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Le rotte degli sbarchi fantasma (La Stampa, 21 giugno 2019)

Statisticamente, maggio e giugno sono i mesi con più partenze di migranti. Partenze che proseguono comunque per tutta l’estate. Cosa accadrà nelle prossime settimane, dunque, lo si potrà capire davvero solo alla fine della stagione.

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