Opinioni

Cosa succede (a volte) quando un "italiano" accusa un "rom"*

Un benzinaio faentino che accusò padre e figlio rom per un’estorsione da oltre 100 mila euro alla fine lui ha patteggiato per essersi appropriato dei soldi, e i due sono stati assolti. Il giorno stesso della denuncia infatti (da cui erano poi scattati gli arresti di padre e figlio, entrambi rom di origine bosniaca) si era anche conclusa una verifica sul distributore che aveva mostrato un ammanco sugli incassi di 104 mila euro. Il benzinaio, un 41enne originario di Pontedera (Pisa) ma residente nella città romagnola, ha finito con il patteggiare sei mesi, con pena sospesa, per appropriazione indebita. Mentre i due rom sono stati assolti dall’accusa di estorsione: il padre, 46enne difeso dagli avvocati Nicola Laghi e Bruno Salernitano, è stato assolto stamani davanti al Gup, così come chiesto dalla Procura, perché il fatto non sussiste.
Il figlio, all’epoca 17enne, aveva già seguito stessa sorte davanti al Tribunale dei Minorenni di Bologna. La sentenza per il minore, così come il patteggiamento di marzo del benzinaio (difeso dagli avvocati Alberto Dal Pane e Barbara Amaranto) erano stati depositati dalla difesa del padre. L’arresto per i due rom, trovati con 100 euro in tasca di dubbia provenienza, era arrivato il 24 aprile 2013. Il colpo di scena però ci fu un mese dopo, quando il Tribunale del Riesame bolognese riscrisse la vicenda, annullando l’ordinanza di carcerazione. Secondo la prima versione del benzinaio dal settembre 2012 i due nomadi lo avevano costretto a rifornirli gratis e a consegnar loro dei soldi minacciandolo. I due avevano invece negato tutto, specificando che i 100 euro ‘incriminati’ li avevano ricevuti come pagamento per un decespugliatore, poi trovato sul camper, che avrebbe dovuto essere ceduto al benzinaio proprio quel 24 di aprile.
* Le parole “italiano” e “rom” sono ispirati ai metodi di titolazione odierni dei nostri giornali.