Opinioni

Cosa non torna nella storia di Fabrizio Corona arrestato

Ci sono troppi soldi nella storia di Fabrizio Corona arrestato. L’ex manager di fotografi è accusato insieme a Francesca Persi, titolare dell’Atena, agenzia che si occupa di eventi e promozioni, di intestazione fittizia di beni in relazione a 1,7 milioni di euro sequestrati nei giorni scorsi. Il soldi sono stati trovati nel controsoffitto dell’abitazione della sua collaboratrice Persi. L’accusa è di intestazione fittizia di beni perché quel tesoretto appartiene a Corona e non all’amministratrice di fatto della società. Il denaro è stato trovato nel corso di una perquisizione il 7 settembre. A questo proposito, ricordando quanto scoprirono per prime Le Iene, tempo fa, i soldi sarebbero stati guadagnati con le serate in discoteca pagate settemila euro l’una. Il meccanismo prevedeva il pagamento di una somma tramite bonifico bancario per un importo della metà del pattuito prima della serata e la firma di un contratto e poi la corresponsione di altri 3500 euro in contanti prima della serata; a quel punto si strappava in contratto precedente e se ne firmava uno nuovo, denunciando così al fisco metà di quanto effettivamente percepito. Ma è proprio in questa ricostruzione che qualcosa non quadra.

fabrizio corona arrestato
Vignetta di El Giva

Corona infatti fa queste serate da circa un anno. Se avesse lavorato ogni sera Corona avrebbe percepito (1,7 mln diviso 365 giorni) 4650 euro al giorno; Ma è impossibile pensare che l’ex manager riuscisse a fare serate per 365 giorni l’anno; anche considerando due giorni su tre all’anno i conti continuano a non tornare. Immaginando che Corona abbia lavorato due giorni su tre all’anno (ovvero 243 giorni in totale) si arriverebbe a 7000 euro; ma sappiamo che Corona percepiva soltanto la metà dei soldi incassati in nero. In più Corona avrebbe un conto in Austria sul quale sarebbe stata depositata una cifra che va dal milione al milione e mezzo di euro. Sono i calcoli del Gip Guidi riportati nell’ordinanza eseguita questa mattina nei confronti anche di Francesca Persi, titolare formale della Atena srl. La donna avrebbe portato i soldi cash, frutto dell’attività in nero, in diversi viaggi oltreconfine. Sulla vicenda è stata avviata una rogatoria. I conti non tornano.
In ogni caso la difesa dell’ex fotografo dei vip sostiene che quelli finiti nel mirino dell’accusa sono guadagni (sui quali non è stata versata l’Iva) ottenuti con apparizioni in locali e discoteche rispetto ai quali Corona è ancora in tempo per versare le imposte dovute: “E il mio assistito ha detto fin dal primo minuto – dice Ivano Chiesa, legale di Corona – che è pronto a pagare le tasse”.